Plastics Recyclers Europe (PRE) ha pubblicato il Report “Mapping of plastic recycling”, che analizza il panorama del riciclo della plastica in Europa, offrendo una mappatura dettagliata delle tecnologie e dei processi per la transizione verso un’economia circolare.
Il documento esamina l'intera catena del valore, dalla raccolta alla produzione di nuovi materiali, coprendo flussi come imballaggi, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, veicoli a fine vita e materiali per l'edilizia.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/061/SAEC-EUR/FA del 09.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Plastics Recyclers Europe (PRE) ha pubblicato il Report “Mapping of plastic recycling”, che analizza il panorama del riciclo della plastica in Europa, offrendo una mappatura dettagliata delle tecnologie e dei processi per la transizione verso un’economia circolare. Il documento esamina l'intera catena del valore, dalla raccolta alla produzione di nuovi materiali, coprendo flussi come imballaggi, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, veicoli a fine vita e materiali per l'edilizia.
Il Report fa una valutazione basata sul grado di maturità delle tecnologie di cernita e riciclo, classificandole in base alla loro effettiva diffusione negli impianti industriali europei e assegnando ad ognuna un colore:
Per quanto di interesse, il Report mostra che la capacità di trattamento della plastica attraverso il riciclo meccanico nel 2024 è stimata a 13,5 milioni di tonnellate, mentre la capacità di trattamento attraverso il riciclo chimico è di 190 kilotonnellate.
A tal proposito vengono distinti i tre percorsi tecnologici principali per effettuare il riciclo, i relativi vantaggi e limiti, nonché l’effettivo utilizzo: il riciclo meccanico (il metodo più consolidato, basato su macinazione, lavaggio, separazione densimetrica ed estrusione), il riciclo per dissoluzione (processo fisico che utilizza solventi selettivi per purificare i polimeri senza rompere le catene molecolari, ideale per materiali multistrato o contaminati, ma ancora in una fase emergente di applicazione) e infine il riciclo chimico (riciclo che include la decomposizione termica e la depolimerizzazione chimica, poco utilizzato attualmente ma con impianti di riciclo in fase di messa in funzione o in fase pilota che si prevede entreranno in funzione nei prossimi anni).
Inoltre il Report analizza i processi di selezione, fondamentale per l’efficienza del sistema e che si divide in tre moduli: raccolta (differenziata, post-consumo o sistemi di deposito DRS), cernita meccanica (tramite la tecnologia NIR, separatori balistici e magneti) e compattazione in balle.
In conclusione il testo evidenzia come il successo della circolarità dipenda dalla qualità della selezione, dalle tecnologie di riciclo, ma anche dalla progettazione dei materiali finalizzata al riciclo degli stessi (design for recycling). Specifica poi che sebbene le tecnologie consolidate siano la colonna portante attuale, il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050 richiederà l'integrazione di tecnologie emergenti e l'uso dell'Intelligenza Artificiale per migliorare la purezza dei riciclati.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda al rapporto in allegato.
La Legge 26 gennaio 2026, n. 14 recante “Modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, e altre disposizioni in materia di cancellazione dai pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo” (G.U. n. 29 del 5 febbraio 2026) modifica la disciplina relativa ai veicoli fuori uso di cui al D.lgs. n. 209/2003, inserendo i commi 8-bis e 8-ter nell'articolo 5 (Raccolta) e modificando l'articolo 13 (Sanzioni), al fine di permettere la cancellazione di un veicolo fuori uso in presenza di fermo amministrativo dal PRA e di permetterne la demolizione, e di incrementare le sanzioni nei casi di violazione delle norme per la raccolta e gestione dei veicoli fuori uso destinati alla demolizione.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/060/SAEC-ELV/NA del 09.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Legge 26 gennaio 2026, n. 14 recante “Modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, e altre disposizioni in materia di cancellazione dai pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo” (G.U. n. 29 del 5 febbraio 2026) modifica la disciplina relativa ai veicoli fuori uso di cui al D.lgs. n. 209/2003, inserendo i commi 8-bis e 8-ter nell'articolo 5 (Raccolta) e modificando l'articolo 13 (Sanzioni), al fine di permettere la cancellazione di un veicolo fuori uso in presenza di fermo amministrativo dal PRA e di permetterne la demolizione, e di incrementare le sanzioni nei casi di violazione delle norme per la raccolta e gestione dei veicoli fuori uso destinati alla demolizione.
In particolare, il nuovo comma 8-bis permette la cancellazione dal PRA o da altro registro presso l'ufficio della motorizzazione civile di un veicolo fuori uso in presenza di fermo amministrativo in caso di demolizione. Specifica, inoltre, che rientrano tra questi veicoli anche quelli rinvenuti da organi pubblici o non reclamati dai proprietari e quelli acquisiti per occupazione e stabilisce che in presenza di iscrizione del fermo amministrativo sul veicolo da rottamare, al proprietario, o a chiunque acquisisca la disponibilità del veicolo per il suo tramite, non può comunque essere concessa alcuna forma di agevolazione, contributo o incentivo pubblici per l'acquisto di un nuovo veicolo. L'ultimo periodo dell’art. 8-bis prevede l'impossibilità a procedere alla cancellazione in caso di radiazione per esportazione, pur in previsione di un'eventuale demolizione.
Il nuovo comma 8-ter pone in capo ai Comuni, alle Città Metropolitane e alle Province o all'Ente proprietario della strada l'obbligo di attestare l'inutilizzabilità del veicolo iscritto al PRA rinvenuto, che non è stato reclamato dai proprietari o è stato acquisito per occupazione. Precisa che di tale decisione ne deve essere data comunicazione, senza ritardo e, comunque, entro 7 giorni, al proprietario risultante dal PRA, tramite posta elettronica certificata o con altro mezzo idoneo, e che il proprietario può opporsi entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione. In caso di mancata opposizione, l'Ente che ha inviato la comunicazione può procedere alla rimozione del veicolo, alla sua demolizione e alla cancellazione dal PRA senza che possa essere opposta l'iscrizione sul veicolo del fermo amministrativo.
L’art. 8-ter specifica che la rimozione del veicolo è disposta immediatamente all'atto del rinvenimento del veicolo, in presenza di:
Per quanto riguarda le sanzioni:
L'articolo 2 modifica la disciplina relativa ai veicoli fuori uso contenuta nel D.lgs. n. 152/2006 introducendo le stesse modifiche apportate all'articolo 5 del D.lgs. n. 209/2003.
L’articolo 3 disciplina le procedure relative alla attestazione di inutilizzabilità dei veicoli fuori uso ai fini della rottamazione. In particolare:
In particolare l’art. 3 stabilisce che il proprietario di un veicolo gravato può essere radiato qualora il proprietario ottenga l’attestazione di inutilizzabilità (concetto molto più vasto oggi) ai fini della radiazione.
Questa attestazione - che può essere fatta solo dal Comune (in precedenza da qualsiasi forza di polizia) - avrà un costo stabilito dal Comune stesso.
Per ulteriori dettagli si rimanda alla Legge 14/2026, in allegato.
Si rende disponibile in allegato la newsletter n. 252 del 9 febbraio 2026
Buona lettura.
Pubblicato sul sito RENTRi il Decreto Direttoriale n. 25 del 05 febbraio 2026 recante le “Modalità operative per la gestione del Formulario di identificazione del rifiuto in formato digitale da adottare sia nel caso di verificarsi di mancanza di disponibilità dei servizi RENTRI non dovuta ad interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria sia in caso di indisponibilità temporanea della connettività Internet o dei servizi di autenticazione digitale” che stabilisce quali misure di emergenza e/o di mitigazione gli operatori devono/possono adottare nei casi succitati.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/059/SAEC-REN/LE del 09.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che è stato pubblicato sul sito RENTRi il Decreto Direttoriale n. 25 del 05 febbraio 2026 recante le “Modalità operative per la gestione del Formulario di identificazione del rifiuto in formato digitale da adottare sia nel caso di verificarsi di mancanza di disponibilità dei servizi RENTRI non dovuta ad interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria sia in caso di indisponibilità temporanea della connettività Internet o dei servizi di autenticazione digitale” che definisce quali misure di emergenza e/o di mitigazione gli operatori devono/possono adottare nei casi succitati.
Il Decreto direttoriale si compone di due Allegati:
In considerazione dell’ormai prossimo avvio del FIR digitale a partire dal 13 febbraio 2026, invitiamo le aziende a monitorare il quotidiano aggiornamento del sito www.rentri.gov.it in tutte le sue parti (news, schede informative, etc) per essere sempre aggiornati sul susseguirsi delle modifiche apportate e poter disporre, quindi, di un quadro operativo di riferimento sempre puntuale e aggiornato.
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.
Come anticipato nella circolare n. 24/2026 del 19 gennaio scorso, la Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025, articolo 1 comma 203) ha previsto l’ampliamento della platea delle aziende che dovranno conferire le quote di TFR non destinate alla previdenza complementare al Fondo di Tesoreria INPS,
Trattasi quindi delle quote di TFR che i lavoratori decidono di trattenere presso il datore di lavoro e che, in considerazione della dimensione aziendale, alla luce della scelta del Legislatore del 2007, invece di rimanere in azienda sono comunque trasferiti presso il Fondo di Tesoreria INPS.
Come noto la normativa del 2007 includeva nell’obbligo unicamente le aziende che, a una certa data, occupavano 50 dipendenti, escludendo quindi quelle che in un momento successivo avrebbero raggiunto tale soglia.
E’ comunque previsto un regime transitorio, per cui sono esclusi per il 2026 e il 2027 le imprese con media annuale riferita all’anno precedente inferiore ai 60 dipendenti.
Dal 2032, l’obbligo è esteso alle aziende che impiegano almeno 40 dipendenti.
Nella circolare allegata, l’INPS riepiloga i principali contorni della normativa, disciplinando anche casi particolari ed elencando le modalità pratiche di attuazione.
Affari e Finanza de la Repubblica, Radiocor de Il Sole 24 Ore e Borsa Italiana
Il 12 febbraio 2026 tra le 18:00 e le 20:00 è pianificata sul sito RENTRi una Finestra Programmata di Manutenzione dovuta ad un rilascio di aggiornamenti di sistema della piattaforma informatica, in vista dell’avvio dell’entrata in vigore del fir digitale per i soggetti iscritti al RENTRi per il giorno successivo, 13 febbraio 2026.
Pertanto nella fascia oraria indicata è probabile che si verificheranno delle interruzioni e non sarà garantito il corretto funzionamento dei servizi web ed API, motivo per cui si raccomanda quindi di non utilizzare i servizi nella data e fascia oraria indicata.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/057/SAEC-REN/LE del 06.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che il giorno 12 febbraio 2026 tra le 18:00 e le 20:00 è pianificata una Finestra Programmata di Manutenzione dovuta ad un rilascio di aggiornamenti di sistema della piattaforma informatica, in vista dell’avvio dell’entrata in vigore del FIR digitale per i soggetti iscritti al RENTRi per il giorno successivo, 13 febbraio 2026.
Pertanto nella fascia oraria indicata è probabile che si verificheranno delle interruzioni e non sarà garantito il corretto funzionamento dei servizi web ed API, motivo per cui si raccomanda quindi di non utilizzare i servizi nella data e fascia oraria indicata.
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.
FEAD sta avviando un gruppo di lavoro ad hoc per predisporre contributi tecnici da presentare alla Commissione Europea riguardo lo sviluppo di un atto delegato recante l’applicazione pratica dell’articolo 11 del Regolamento sulle spedizioni di rifiuti (WRS).
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/056/SAEC-EUR/FA del 06.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
FEAD sta avviando un gruppo di lavoro ad hoc per predisporre contributi tecnici da presentare alla Commissione Europea riguardo lo sviluppo di un atto delegato recante l’applicazione pratica dell’articolo 11 del Regolamento sulle spedizioni di rifiuti (WRS).
Si ricorda che l’articolo 11 stabilisce le condizioni per le spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento, ovvero che sono ammesse solo se si dimostra che:
il rifiuto non può essere recuperato in modo tecnicamente fattibile ed economicamente sostenibile nel Paese di origine, oppure non può essere smaltito in modo tecnicamente fattibile ed economicamente sostenibile nel Paese di origine.
Il comma 5 del medesimo articolo specifica che, entro il 21 maggio 2027, la Commissione deve adottare un atto di esecuzione che stabilisce criteri dettagliati per applicare i concetti di cui sopra in modo uniforme.
Preso atto che lo scorso anno la Commissione ha de-prioritizzato lo sviluppo di tale atto, FEAD intende influenzare la stesura dello stesso in quanto è fondamentale per il settore un’applicazione della normativa che non danneggi l’industria europea e il mercato unico. A integrazione delle informazioni fornite, si allega il documento preparato dalla Federazione delle Industrie Norvegesi, che espone la questione e costituisce la base del lavoro che si vuole affrontare.
Si chiede pertanto di manifestare il proprio interesse a partecipare al gruppo di lavoro di FEAD inviando una mail alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) entro il prossimo 18 febbraio 2026.
L’ECHA, l'Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha aggiunto due nuove voci all'elenco delle sostanze chimiche "candidate" a essere assoggettate agli obblighi autorizzativi previsti dal Regolamento sulla registrazione delle sostanze chimiche (cd. Regolamento REACH).
Con l’inserimento di queste due nuove sostanze il numero di quelle che compongono l’elenco della “Candidate List” sale in totale a 253 voci. Le ultime sostanze aggiunte sono l'ensano e il difenolo 4,4'-[2,2,2-trifluoro-1- (trifluorometil)etilidene]difenoli e i suoi sali, comunemente utilizzate nella lavorazione dei polimeri, nei rivestimenti e negli agenti detergenti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/055/SAEC-EUR/CS del 06.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
L’ECHA, l'Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha aggiunto due nuove voci all'elenco delle sostanze chimiche "candidate" a essere assoggettate agli obblighi autorizzativi previsti dal Regolamento sulla registrazione delle sostanze chimiche (cd. Regolamento REACH).
Con l’inserimento di queste due nuove sostanze il numero di quelle che compongono l’elenco della “Candidate List” sale in totale a 253 voci (alcune delle quali coprono gruppi di sostanze). Le ultime sostanze aggiunte sono:
Va evidenziato che anche la sola inclusione nella "Candidate List", in attesa del pieno assoggettamento alle previsioni REACH, comporta alcuni obblighi per gli operatori coinvolti nella importazione, produzione e fornitura di articoli che contengono le sostanze in questione. I produttori e fornitori infatti dovranno mettere a disposizione dei destinatari le informazioni necessarie per consentire un uso sicuro dell'articolo.
L'obbligo di autorizzazione per la produzione e l'utilizzo delle sostanze, invece, scatterà solo quando le sostanze candidate saranno effettivamente incluse nell'elenco delle sostanze estremamente preoccupanti ("Svhc"), di cui all'allegato XIV del regolamento REACH.
Il 27 gennaio 2026 ARERA ha pubblicato la Sesta Relazione, ai sensi dell’articolo 5, comma 6, del decreto legislativo 23 dicembre 2022, n. 201, recante “Riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica" (Relazione 10/2026/I/rif) che riporta gli esiti del monitoraggio effettuato dall’Autorità nel secondo semestre rispetto all’attuazione della disciplina del settore rifiuti.
Il documento descrive lo stato della governance del settore dei rifiuti urbani in Italia, con particolare riferimento a come sono definiti e gestiti gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) e gli Enti di Governo dell’Ambito (EGATO), ed evidenziando il coinvolgimento degli enti locali, i modelli organizzativi e la situazione degli affidamenti dei servizi.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/054/SAEC-ARE/CC del 06.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il 27 gennaio 2026 ARERA ha pubblicato la Sesta Relazione, ai sensi dell’articolo 5, comma 6, del decreto legislativo 23 dicembre 2022, n. 201, recante “Riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica" (Relazione 10/2026/I/rif) che riporta gli esiti del monitoraggio effettuato dall’Autorità nel secondo semestre rispetto all’attuazione della disciplina del settore rifiuti.
Il documento descrive lo stato della governance del settore dei rifiuti urbani in Italia, con particolare riferimento a come sono definiti e gestiti gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) e gli Enti di Governo dell’Ambito (EGATO), ed evidenziando il coinvolgimento degli enti locali, i modelli organizzativi e la situazione degli affidamenti dei servizi.
In particolare, nelle Conclusioni, l’Autorità ritiene di aver introdotto, nell’ambito dei recenti provvedimenti adottati, talune misure di semplificazione in un quadro rivolto alla razionalizzazione degli assetti istituzionali locali: “In primo luogo, nell’ambito dello schema di bando tipo di cui alla deliberazione 27 dicembre 2024, 596/2024/R/RIF, si è previsto che qualora più ETC superino una preesistente situazione di frazionamento delle competenze (in cui ciascuno approvava il singolo PEF e procedeva autonomamente al pertinente affidamento), valutando di esercitare congiuntamente le rispettive attribuzioni, sia ammissibile una documentazione di gara semplificata che si limiti a programmi di miglioramento della qualità e alla predisposizione del PEFA di gara coincidente con il solo piano tariffario pluriennale”. “Da ultimo, con le previsioni di cui alla delibera 5 agosto 2025, 397/2025/R/RIF, “Approvazione del Metodo Tariffario Rifiuti per il terzo periodo regolatorio (MTR-3)” sono state, tra l’altro, introdotte soluzioni per agevolare le attività di approvazione dei piani economico-finanziari: in tal senso, sono stati previsti meccanismi di aggregazione della pianificazione economico-finanziaria, ammettendo la predisposizione di un PEF unitario ove sussista una pluralità di territori comunali affidati a un medesimo gestore responsabile di tutte le fasi del ciclo integrato (ivi inclusa la gestione delle tariffe e dei rapporti con gli utenti) nell’ambito di uno stesso bacino di affidamento”.
Infine, in considerazione delle evidenze emerse, l’Autorità ha inteso segnalare:
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della Relazione in allegato.
Le Strade – Phase Out – Ricicla News, RecoverWeb
Gestione del FIR digitale | Focus operativo
Lunedì 9 febbraio 2026
10:30 - 12:30
Il 13 febbraio 2026 entra in vigore l’obbligo di utilizzo del FIR digitale per tutti i soggetti iscritti al RENTRI.
Per supportare le aziende associate nella fase di avvio del nuovo sistema, UTILITALIA e ASSOAMBIENTE organizzano un webinar tecnico di approfondimento dedicato esclusivamente agli aspetti operativi del FIR digitale.
Oltre ai rappresentanti di ASSOAMBIENTE e UTILITALIA, interverranno il Presidente Daniele Gizzi dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali e, per Ecocerved, Antonella Eugeni e Sara Basso.
I quesiti sul FIR digitale dovranno essere inviati entro il 30 gennaio 2026 a e.perrotta@fise.org.
È prevista una breve sessione finale di Q&A su prenotazione.
Per iscriversi inviare email a assoambiente@assoambiente.org. Oggetto: “Iscrizione WEBINAR XFIR”.
Programma scaricabile
Tuttoambiente ha organizzato un nuovo ciclo di formazione su Direttore tecnico impianti rifiuti che si terrà dal 19 marzo al 9 aprile 2026, in live streaming.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/053/SAEC-COM/PE del 04.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Dall’19 marzo al 9 aprile 2026 TuttoAmbiente ha organizzato in live streaming il Professional Learning Direttore tecnico impianti rifiuti.
Il corso offre un percorso per formare la figura del Direttore Tecnico alla luce della Circolare Ministeriale n.1121/2019 e del DPCM 27 agosto 2021. Si pone inoltre l’obiettivo di identificare in modo puntuale competenze, responsabilità e possibili sanzioni relative a tale figura professionale attraverso un iter formativo che si sviluppa dal punto di vista sia normativo che pratico.
Sono previsti specifici moduli formativi che analizzano la tematica dell’identificazione, classificazione e trasporto dei rifiuti. Vengono poi analizzate le tipologie di autorizzazione previste dal D.lgs. n. 152/2006 ed infine viene affrontata la tematica della gestione tecnica di un impianto di trattamento rifiuti.
Ricordiamo che a seguito della partnership avviata con Assoambiente, per i soci sono previsti sconti per la partecipazione ai sopra richiamati corsi formativi.
Per ulteriori informazioni, e per la necessaria iscrizione si rimanda al form richiesta programma, disponibile qui.
TiFORMA (società di formazione e consulenza) ha organizzato un corso in videoconferenza su “Total reward e leva strategica - Disegnare, integrare e comunicare il complesso degli investimenti aziendali sulle risorse umane” che si terrà nelle giornate del 25 febbraio, 4 e 11 marzo 2026 dalle 10.00 alle 13.00.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/052/SAEC-COM/PE del 04.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
TiFORMA (società di formazione e consulenza) ha organizzato un corso in videoconferenza su “Total reward e leva strategica - Disegnare, integrare e comunicare il complesso degli investimenti aziendali sulle risorse umane” che si terrà nelle giornate del 25 febbraio, 4 e 11 marzo 2026 dalle 10.00 alle 13.00.
La trasformazione del lavoro ha reso più arduo reclutare e trattenere i talenti rispetto al passato. Il valore complessivo dell’offerta retributiva viene oggi “misurato” dai dipendenti non solo sugli incentivi economici, ma anche in relazione a benefits, welfare, opportunità di carriera e work-life balance.
Conoscere le componenti di un sistema di total reward, combinarli e comunicarli costituisce una leva strategica per le politiche aziendali.
Per informazioni e per quanti interessati all’iscrizione si rimanda alla scheda di adesione e alla brochure evento in allegato (v. Allegati). Per ogni ulteriore informazione si rimanda alla segreteria TIFORMA.
FEAD organizza mensilmente un incontro via web della durata di un’ora in cui vengono sintetizzate le principali tematiche in corso di esame a livello europeo, che interessano in particolare la gestione dei rifiuti e la Circular Economy.
Il prossimo incontro si terrà il 27 febbraio 2026, dalle ore 11.00 alle ore 12.00.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/051/SAEC-EUR/PE del 04.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
FEAD organizza mensilmente un incontro via web della durata di un’ora in cui vengono sintetizzate le principali tematiche in corso di esame a livello europeo, che interessano in particolare la gestione dei rifiuti e la Circular Economy.
Per quanti interessati segnaliamo che il prossimo incontro si terrà il 27 febbraio 2026, dalle ore 11.00 alle ore 12.00.
Di seguito il seguente link per seguire evento:
Microsoft Teams meeting
Join: https://teams.microsoft.com/meet/38108102862327?p=Ph8VW9lAOGeqqFWGjs
Meeting ID: 381 081 028 623 27
Pass code: Mr3LC7AA
Per eventuali richieste o quesiti, potete rivolgerVi a g.fano@fise.org.
Si terranno il 5 Febbraio a Messina gli “Stati Generali dell'Ambiente” promossi da RiciclaTv.
La gestione dei rifiuti urbani in Sicilia continua a confrontarsi con criticità strutturali che rallentano l’allineamento agli standard nazionali. La raccolta differenziata cresce, ma procede ancora in modo disomogeneo, con territori virtuosi e altri in cui la raccolta indifferenziata rimane prevalente.
In questo contesto, ASSOAMBIENTE svolge un ruolo fondamentale nel promuovere modelli gestionali più efficienti, spingendo su innovazione, qualità dei servizi e sviluppo impiantistico.
La sfida è duplice: migliorare la performance operativa dei territori e creare un ecosistema in grado di sostenere la circolarità dei materiali.
L'iniziativa è patrocinata da: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Commissario Straordinario alle Bonifiche delle Discariche Abusive Partner CIC Consorzio Italiano Compostatori , ASSOAMBIENTE, Erion , Green Med Expo & Symposium, Utilitalia.
Sponsor Zucchetti Ambiente, SOFTline s.r.l. - Zucchetti, GuardOne Italia
Programma Scaricabile
L'iscrizione è obbligatoria
L'Unione Europea ha trasmesso all’Italia lettere di costituzione in mora per il non corretto recepimento della direttiva quadro sulle acque e per il mancato aggiornamento dei programmi nazionali previsti dalla direttiva sulla riduzione delle emissioni.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/050/SAEC-EUR/FA del 03.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
L'Unione Europea ha trasmesso all’Italia lettere di costituzione in mora per il non corretto recepimento della direttiva quadro sulle acque e per il mancato aggiornamento dei programmi nazionali previsti dalla direttiva sulla riduzione delle emissioni.
Si specifica che con la prima lettera di costituzione in mora, la Commissione UE segnala il mancato allineamento dell’Italia alla Direttiva 2000/60/CE sulle acque che impone agli Stati membri di definire un programma di misure per ciascun distretto idrografico al fine di garantire un buono stato dei corpi idrici europei (fiumi, laghi). Ciascun programma deve comprendere misure volte al controllo dei diversi tipi di pressioni cui sono sottoposti i corpi idrici, quali l'estrazione, gli scarichi da origini puntuali e le fonti diffuse di inquinamento. L’UE rileva che la legislazione italiana non garantisce la registrazione di ogni autorizzazione di prelievo o di raccolta di acqua e segnala inoltre che tali misure di controllo, nonché gli eventuali permessi concessi, nel nostro Paese non sono soggetti a revisione periodica come è stabilito dalla Direttiva.
La seconda lettera di costituzione in mora invece concerne il mancato pieno recepimento nell’ordinamento italiano della Direttiva 2016/2284/UE (Direttiva NEC) le cui disposizioni sono contenute nel D.lgs. n. 81/2018. La direttiva stabilisce impegni nazionali di riduzione delle emissioni di diversi inquinanti atmosferici che ciascuno Stato membro deve conseguire ogni anno tra il 2020 e il 2029 e riduzioni più ambiziose a partire dal 2030, nonché di adottare Programmi nazionali di controllo dell'inquinamento atmosferico che definiscono le misure necessarie per rispettare tali disposizioni, ma finora l'Italia non ha presentato alla Commissione il programma nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico aggiornato richiesto.
L’Italia ora dispone di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione, trascorsi i quali, in assenza di una risposta soddisfacente, quest'ultima potrà decidere di emettere un parere motivato.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda al pacchetto infrazioni in allegato.
A partire dal prossimo 21 maggio 2026 entrerà in vigore l’obbligo di utilizzo del DIWASS (Digital Waste Shipment System) per la trasmissione in formato elettronico della documentazione relativa alla spedizione di rifiuti, come previsto dall’articolo 27 del Regolamento (UE) 2024/1157.
La Commissione – che sta ancora lavorando all’implementazione del sistema DIWASS - ha pubblicato un manuale operativo e indicazioni sull’interoperabilità del sistema mentre le Associazioni europee delle imprese della gestione dei rifiuti hanno predisposto una lettera di chiarimenti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/049/SAEC-EUR/CS del 03.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
A partire dal prossimo 21 maggio 2026 entrerà in vigore l’obbligo di utilizzo del DIWASS (Digital Waste Shipment System) per la trasmissione della documentazione relativa alla spedizione di rifiuti. Il sistema DIWASS è previsto dall’articolo 27 (“Trasmissione e scambio di informazioni per via elettronica”) del Regolamento (UE) 2024/1157 ed è finalizzato a semplificare la spedizione dei rifiuti consentendo uno scambio delle informazioni legate alle spedizioni in formato elettronico, oltre a stabilire i requisiti di interoperabilità tra il sistema centrale DIWASS e gli altri sistemi o software utilizzati per la gestione delle spedizioni di rifiuti.
La Commissione europea sta ancora lavorando all’implementazione del sistema DIWASS affinché possa risultare pienamente operativo al momento della sua entrata in vigore.
Di seguito si riportano i principali aggiornamenti in materia:
Per maggiori informazioni si rimanda ai documenti allegati, richiamati nella circolare.
Sul sito RENTRi è stata pubblicata la news che fornisce indicazioni sulla procedura che i soggetti esclusi dall'obbligo di iscrizione al RENTRi ai sensi della Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026, cfr circolare Assoambiente n. 8/2026) - come già comunicato nelle circolari Assoambiente - devono seguire se vogliono procedere alla cancellazione.
Si ricorda infine che il prossimo 9 febbraio alle ore 10.30 si terrà il webinar di approfondimento operativo dedicato alle aziende del comparto della gestione dei rifiuti con focus sul FIR digitale, organizzato da Assoambiente, unitamente con Utilitalia, per fornire un supporto applicativo sugli adempimenti previsti dal nuovo sistema per le aziende che operano nella gestione rifiuti. Necessaria iscrizione.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/048/SAEC-REN/LE del 03.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Sul sito RENTRi è stata pubblicata la news che fornisce indicazioni sulla procedura che i soggetti esclusi dall'obbligo di iscrizione al RENTRi ai sensi della Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026, cfr circolare Assoambiente n. 8/2026) - come già comunicato nelle circolari Assoambiente - devono seguire se vogliono procedere alla cancellazione.
Nello specifico la news prevede che:
Si ricorda infine che il prossimo 9 febbraio alle ore 10.30 si terrà il webinar di approfondimento operativo dedicato alle aziende del comparto della gestione dei rifiuti con focus sul FIR digitale, organizzato da Assoambiente, unitamente con Utilitalia, per fornire un supporto applicativo sugli adempimenti previsti dal nuovo sistema per le aziende che operano nella gestione rifiuti (cfr. circolare Assoambiente n. 38/2026). Necessaria iscrizione.
Con decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2025 sono stati nominati componenti del Collegio dell’ARERA: Nicola dell'Acqua, in qualità di Presidente, Alessandro Bratti, Livio De Santoli, Lorena De Marco e Francesca Salvemini, in qualità di componenti del Collegio.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/047/SAEC-ARE/CC del 03.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Con Comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata ufficializzata la “Nomina dei componenti del Collegio dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA)” (G.U. n. 35 del 31 gennaio 2026).
Con decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2025, registrato alla Corte dei conti in data 13 gennaio 2026, n. 114, sono stati nominati componenti del Collegio dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA):
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del Comunicato consultabile al link
la Repubblica (con articoli nella rubrica Finanza ed EnergItalia), La Stampa, Il Secolo xix, Askanews, Teleborsa, Borsa Italiana, Tiscali, TorinoOggi, Ricicla News, Recycling Industry, Energia Oltre, AGIPress, AGEEI - Agenzia di stampa sull'energia e le infrastrutture, GSA, L’Identità, I mille protagonisti del mondo economico, Adriaco, AgenParl
Si rende disponibile il bollettino mensile prodotta da EuRIC relativa al mese di gennaio 2026.
Nel bollettino sono riportate le attività e gli eventi EuRIC, nonché le tematiche sulle quali le Istituzioni europee sono maggiormente attive.
Buona lettura.
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 251 del 02 febbraio 2026
Buona lettura.
Carlo Colombino è il nuovo Presidente di ANPAR, l’Associazione Nazionale Produttori di Aggregati Riciclati che aderisce ad Assoambiente.
Colombino, socio e Amministratore Delegato dell’azienda CAVIT SpA, azienda della provincia torinese attiva nel settore del recupero dei rifiuti edili e degli appalti per infrastrutture, è stato eletto all’unanimità dall’Assemblea dell’Associazione con un incarico triennale e succede a Paolo Barberi, cui è andato il ringraziamento di tutte le aziende associate per l’intensa attività svolta e i significativi obiettivi raggiunti in un momento di forte evoluzione per il settore.
Il neo Presidente Colombino è tra i soci fondatori dell’Associazione che ha recentemente celebrato i primi 25 anni di attività e ha da sempre supportato l’operato associativo all’interno degli organi direttivi. Diverse le priorità individuate per il suo mandato.
“Il contesto europeo rappresenta oggi l’ambito su cui concentrare la massima attenzione, in vista dell’emanazione del Regolamento Europeo di End of Waste (previsto per il 2027) e della definizione delle norme tecniche di attuazione del Regolamento Europeo sui prodotti da costruzione (CE 3110/2024)”, ha evidenziato Carlo Colombino – Presidente di ANPAR.
Sul piano nazionale, resta fondamentale proseguire il confronto con il Ministero dell’Ambiente non solo nell’ambito del Tavolo di monitoraggio, previsto dal DM 127/2024, al fine di perseguire l’obiettivo comune di massimizzare l’avvio a recupero dei rifiuti inerti senza penalizzare pratiche ambientalmente virtuose già consolidate da tempo, ma anche il confronto sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) per diffonderne l’utilizzo e così facilitare il mercato degli aggregati riciclati.
“È fondamentale garantire che le esigenze operative del settore siano pienamente rappresentate e comprese, anche attraverso un attento monitoraggio dei territori, affinché l’applicazione dei CAM sia uniforme e corretta su tutto il territorio nazionale, evitando interpretazioni distorte o disomogenee”, ha aggiunto Colombino.
In una visione più ampia, il nuovo Presidente intende inoltre rafforzare la collaborazione con le altre Associazioni della filiera, in particolare sulle attività in ambito europeo, consolidare il ruolo dei gruppi regionali attraverso momenti di confronto tra operatori e investire sulla formazione delle imprese, con l’organizzazione di convegni, seminari e corsi specialistici.
Nel corso del suo mandato, Carlo Colombino sarà affiancato da Paolo Barberi, nominato Segretario dell’Associazione.
Carlo Colombino – Chi è chi
Carlo Colombino, nato a Torino, maturità classica e laurea in Giurisprudenza, è socio, e dal 1985 Amministratore Delegato, di CAVIT SpA, azienda con sede a La Loggia (TO) con circa 80 dipendenti, attiva nel settore del recupero dei rifiuti edili e degli appalti per infrastrutture. Vanta una consolidata e approfondita esperienza del comparto, grazie a precedenti ed attuali attività anche nel settore estrattivo, della produzione di calcestruzzi e asfalto.
Dal 2007 Colombino è anche presidente di UNIMIN - Associazione delle attività estrattive della provincia di Torino presso l’Unione Industriale e dal 2025 presidente del Gruppo merceologico Trasporti, Infrastrutture e Materiali da Costruzioni di Unione Industriale di Torino, oltreché membro del Consiglio Generale dell’Unione Industriale di Torino. È inoltre da diversi anni componente del consiglio direttivo di ANEPLA (Associazione Nazionale Estrattori Produttori Lapidei ed Affini). Dal 2000 ad oggi è stato vice Presidente di ANPAR.
HITech-Ambiente
La Commissione Europea ha lanciato il Meccanismo per le Materie Prime, ovvero una piattaforma sviluppata nell'ambito della Piattaforma UE per l'Energia e le Materie Prime che mette in contatto acquirenti e fornitori di materie prime strategiche, istituzioni finanziarie e fornitori di servizi di stoccaggio.
Questa iniziativa si inserisce nel Piano d’Azione RESourceEU, volto a rafforzare la resilienza dell'UE diversificando le catene di approvvigionamento delle materie prime critiche (CRM).
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/046/SAEC-EUR/FA del 30.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha lanciato il Meccanismo per le Materie Prime, ovvero una piattaforma sviluppata nell'ambito della Piattaforma UE per l'Energia e le Materie Prime che mette in contatto acquirenti e fornitori di materie prime strategiche, istituzioni finanziarie e fornitori di servizi di stoccaggio.
Questa iniziativa si inserisce nel Piano d’Azione RESourceEU, volto a rafforzare la resilienza dell'UE diversificando le catene di approvvigionamento delle materie prime critiche (CRM).
Il Meccanismo ha il compito di aggregare la domanda tramite il matchmaking e connettere tutti gli operatori del settore, al fine di migliorare significativamente la trasparenza del mercato, facilitare l'aggregazione della domanda e garantire accordi di acquisto, nel pieno rispetto delle norme antitrust UE.
La Commissione evidenzia che, partecipando al Meccanismo per le Materie Prime, un'azienda può ottenere vantaggi importanti, quali:
La registrazione alla piattaforma è già aperta e il primo round di matchmaking si terrà a marzo 2026. Questo primo ciclo è indirizzato alle catene del valore delle terre rare, delle materie prime per batterie e per la difesa, immediatamente disponibili o in procinto di esserlo, a beneficio in particolare degli operatori attivi in mercati piccoli e poco liquidi, come quelli del tungsteno o del gallio. I cicli successivi si concentreranno sullo sviluppo dei progetti e sul collegamento dei partecipanti con servizi di stoccaggio e di creazione di scorte.
La Commissione ha organizzato inoltre un webinar sul Meccanismo che si terrà l’11 febbraio 2026, dalle 14:30 alle 16:30, in cui verrà illustrata la procedura di registrazione e i dettagli del primo round di matchmaking. È possibile registrarsi al webinar qui.
Per qualsiasi ulteriore informazione si rimanda alla pagina web ufficiale, disponibile qui, e agli allegati (invito ufficiale al webinar, documento esplicativo riguardo la registrazione e scheda informativa con ulteriori informazioni sul meccanismo UE per le materie prime). Se necessario è inoltre possibile contattare la Commissione per qualsiasi domanda al seguente indirizzo: EU-RAW-MATERIALS-MECHANISM@ec.europa.eu
La Commissione Europea ha avviato una consultazione per la valutazione della Direttiva sulla plastica monouso (direttiva (UE) 2019/904 – SUPD), che è finalizzata a ridurre l'inquinamento marino e promuovere l'economia circolare.
Si ricorda che la valutazione della Direttiva è prevista dall'articolo 15 della stessa e dovrebbe essere completata entro il 3 luglio 2027, a tal proposito la Commissione intende coinvolgere cittadini, imprese e organizzazioni attraverso consultazioni pubbliche e mirate per raccogliere dati su costi e benefici e quindi stabilire se la norma rimane idonea allo scopo e se è necessaria una revisione.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/045/SAEC-EUR/FA del 29.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE
La Commissione Europea ha avviato una consultazione per la valutazione della Direttiva sulla plastica monouso (direttiva (UE) 2019/904 – SUPD), che è finalizzata a ridurre l'inquinamento marino e promuovere l'economia circolare.
Si ricorda che la valutazione della Direttiva è prevista dall'articolo 15 della stessa e dovrebbe essere completata entro il 3 luglio 2027. A riguardo la Commissione intende coinvolgere cittadini, imprese e organizzazioni attraverso consultazioni pubbliche e mirate a raccogliere dati su costi e benefici e quindi stabilire se la Direttiva rimane idonea allo scopo o se è necessaria una revisione della stessa.
Secondo la Commissione questa analisi verificherà l'efficacia delle restrizioni vigenti sui prodotti plastici e sugli attrezzi da pesca, esaminando i progressi compiuti verso l'obiettivo di dimezzare i rifiuti in mare entro il 2050. L'indagine valuterà inoltre la necessità di aggiornare le norme attuali, semplificare gli oneri amministrativi e introdurre potenziali nuovi obiettivi vincolanti per il consumo di plastica. L'iniziativa si inserisce in una strategia globale più ampia per tutelare la salute umana e l'ambiente, garantendo al contempo il corretto funzionamento del mercato interno europeo.
È possibile partecipare alla consultazione pubblica, attraverso l’invio di un commento e/o la compilazione del questionario disponibili qui, fino al prossimo 17 marzo 2026.
Per quanto di interesse, si fa notare che, per il settore dei rifiuti, questa valutazione offre un'ulteriore opportunità per evidenziare alcune delle questioni relative alla crisi del riciclo della plastica e le potenziali carenze della SUPD. A tal proposito invitiamo quanti interessati ad inviare il proprio feedback alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) entro il prossimo 16 febbraio 2025, al fine di poter definire un contributo associativo da inviare alla Commissione e da condividere con FEAD/Euric.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda al documento di presentazione dell’invito e al questionario, allegati alla presente.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto di recepimento della Direttiva 2024/1203/UE sulla tutela penale dell’ambiente, sulla base dei criteri di delega stabiliti dalla “Legge di delegazione europea 2024”, che ora verrà trasmesso a Camera e Senato per i pareri consultivi di competenza.
Il decreto, in adempimento degli impegni europei, rafforza il meccanismo di protezione dell'ambiente ampliando sia il numero di reati che le sanzioni applicabili. Vengono previste ampie modifiche al Codice penale con particolare riferimento alle fattispecie di inquinamento ambientale e alle nuove ipotesi di commercio di prodotti inquinanti, produzione e commercio di sostanze ozono-lesive e di gas a effetto serra.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/044/SAEC-NOT/CS del 27.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto di recepimento della direttiva 2024/1203/Ue sulla tutela penale dell’ambiente, sulla base dei criteri di delega stabiliti dalla “Legge di delegazione europea 2024” (v. circolare Assoambiente n. 241/2025), che ora verrà trasmesso a Camera e Senato per i pareri consultivi di competenza.
Il decreto, in adempimento degli impegni europei, rafforza il meccanismo di protezione dell'ambiente ampliando sia il numero di reati (17) che le sanzioni applicabili. Vengono previste ampie modifiche al Codice penale con particolare riferimento alle fattispecie di inquinamento ambientale e alle nuove ipotesi di commercio di prodotti inquinanti, produzione e commercio di sostanze ozono-lesive e di gas a effetto serra.
Vengono poi rafforzate le circostanze aggravanti (inquinamento in area protetta o soggetta a vincolo, danno a specie protette, danno a ecosistemi estesi e inquinamento durevole) e precisata la nozione di "abusività", oltre ad adeguare il trattamento sanzionatorio in coerenza con le indicazioni della direttiva europea che stabilisce le sanzioni minime da applicare a determinati reati ambientali.
Viene poi allungato l’elenco dei reati ambientali rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni per i reati ambientali (ex D.lgs. n. 231/2001), adeguandone la disciplina sanzionatoria. Viene poi istituito il Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale presso la Procura generale presso la Corte di cassazione, con l’obiettivo di coordinare l’azione delle Autorità di controllo. Infine il decreto affida al Parlamento il compito di elaborare, entro il 21 maggio 2027, una "Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali".
Nel rimandare a successivi aggiornamenti in relazione all’esame del provvedimento in sede parlamentare, alleghiamo alla presente il testo dello schema di decreto per ulteriori dettagli.
La Commissione Europea ha trasmesso al Parlamento italiano la Comunicazione “Accelerare la transizione dell'Europa verso l'economia circolare: un progetto pilota per la circolarità della plastica”, che illustra orientamenti politici e misure per promuovere la circolarità della plastica nell’Unione Europea.
Si informa che questa Comunicazione era stata pubblicata a livello europeo lo scorso dicembre 2025 e, preannunciando un prossimo atto legislativo sull’economia circolare per il 2026, presenta un progetto pilota dedicato alla plastica, settore strategico ma fortemente sotto pressione.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/043/SAEC-PLA/FA del 27.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha trasmesso al Parlamento italiano la Comunicazione “Accelerare la transizione dell'Europa verso l'economia circolare: un progetto pilota per la circolarità della plastica”, che illustra orientamenti politici e misure per promuovere la circolarità della plastica nell’Unione Europea.
La trasmissione è avvenuta in attuazione di quanto previsto dal Protocollo sul ruolo dei Parlamenti (allegato al Trattato sull’Unione europea), il quale stabilisce che i Parlamenti degli Stati membri debbano essere informati degli atti dell’UE, così da poter esercitare le loro funzioni di controllo e partecipazione al processo decisionale europeo. La Comunicazione attualmente è stata assegnata per l’esame in sede primaria alla Commissione Ambiente della Camera dei deputati, previsto anche il parere della Commissione Politiche dell’UE, che valuta il documento sotto il profilo dei rapporti tra ordinamento nazionale ed europeo.
La Comunicazione era stata pubblicata a livello europeo a dicembre 2025 e, preannunciando un prossimo atto legislativo sull’economia circolare per il 2026, presenta un progetto pilota dedicato alla plastica, settore strategico ma fortemente sotto pressione.
Il testo evidenzia l’importanza della plastica ma anche le gravi difficoltà che sta attraversando il settore del riciclo della plastica (alti costi energetici, concorrenza sleale, prezzi della plastica vergine e frammentazione del mercato, con effetti negativi su capacità produttiva, occupazione e investimenti). A tal proposito la Commissione, in sintesi, propone:
Parallelamente, la Commissione punta a stimolare investimenti e innovazione, indicando che devono essere messi in campo tutti gli strumenti in grado di mobilitare investimenti privati, compresi, dove necessario, incentivi o integrazioni ai fondi pubblici.
Per quanto di interesse, si rappresenta che l’Associazione, da tempo, porta all’attenzione delle istituzioni, sia a livello nazionale sia europeo, le principali criticità segnalate dalle imprese associate in materia di riciclo della plastica. Partecipa al Tavolo avviato dal MASE in materia di crisi riciclo plastica ed è intervenuta, attraverso posizioni e contributi, sulle prime proposte europee in esame, riguardanti i criteri di qualifica di fine rifiuto per la plastica e le regole per il calcolo del contenuto di plastica riciclata.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda alla Comunicazione in allegato.
Il JRC, Centro di Ricerca della Commissione Europea, ha pubblicato la “Proposta tecnica sulle etichette armonizzate per la selezione dei rifiuti nell'UE ai sensi del regolamento su imballaggi e rifiuti di imballaggio”.
Il Regolamento UE 2025/40 (PPWR) introduce infatti agli articoli 12 e 13 un sistema di etichettatura armonizzata nell'UE per facilitare il riciclo e il riutilizzo, stabilendo che da agosto 2028 gli imballaggi dovranno riportare il materiale, la riciclabilità e la corretta modalità di smaltimento (via QR code o altri identificatori digitali), mentre i contenitori per la raccolta rifiuti dovranno presentare etichette specifiche.
Il lavoro del JRC mira quindi ad informare la Direzione Generale Ambiente della Commissione UE ai fini dell’attuazione di quanto sopra descritto.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/042/SAEC-EUR/FA del 27.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il JRC, Centro di Ricerca della Commissione Europea, ha pubblicato la “Proposta tecnica sulle etichette armonizzate per la selezione dei rifiuti nell'UE ai sensi del regolamento su imballaggi e rifiuti di imballaggio”.
Si ricorda che il Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti degli imballaggi (PPWR - Regolamento UE 2025/40) introduce agli articoli 12 e 13 un sistema di etichettatura armonizzata nell'UE per facilitare il riciclo e il riutilizzo, stabilendo che da agosto 2028 gli imballaggi dovranno riportare il materiale, la riciclabilità e la corretta modalità di smaltimento (via QR code o altri identificatori digitali), mentre i contenitori per la raccolta rifiuti dovranno presentare etichette specifiche.
Il lavoro del JRC mira ad informare la Direzione Generale Ambiente della Commissione europea ai fini dell’adozione degli atti di cui sopra. Per la realizzazione della proposta è stato utilizzato un approccio multidisciplinare, combinando ricerche documentali, consultazioni con stakeholder esperti (tra cui Assoambiente – v. circolare associativa n. 194 del 4 luglio 2024) e interazioni con cittadini dell'UE attraverso workshop, sondaggi ed esperimenti comportamentali.
L'obiettivo principale del documento è quello di migliorare la precisione dello smaltimento dei rifiuti, garantendo al contempo l'accessibilità per persone con disabilità visive o cognitive. La proposta tecnica che viene definita è suddivisa in due parti principali:
Nelle conclusioni il documento riassume i risultati della proposta, evidenziando come un sistema basato sull'evidenza scientifica possa migliorare l'accuratezza della raccolta differenziata e sostenere l'economia circolare. Infine, la proposta tecnica comprende degli allegati che contengono i prototipi delle etichette, approfondimenti sulle pratiche di raccolta differenziata negli Stati membri e la mappatura dei materiali.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda alla proposta disponibile qui (in inglese).
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 250 del 26 gennaio 2026
Buona lettura.
Il 20 gennaio 2026 ARERA ha adottato la Delibera n. 2 “Aggiornamento dei valori soglia dell’ISEE per l’accesso ai bonus sociali elettrico, gas, idrico e rifiuti dal 1° Gennaio 2026”.
Il provvedimento aggiorna il valore della soglia ISEE per l'accesso ai bonus sociali con decorrenza 1° gennaio 2026.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/041/SAEC-ARE/CC del 26.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il 20 gennaio 2026 ARERA ha adottato la Delibera n. 2 “Aggiornamento dei valori soglia dell’ISEE per l’accesso ai bonus sociali elettrico, gas, idrico e rifiuti dal 1° Gennaio 2026”.
L’Autorità ha ritenuto necessario con decorrenza dal 1° gennaio 2026, sulla base di quanto disposto dall’articolo 1, comma 3, del D.M. 29 dicembre 2016, e dall’articolo 2 del D.P.C.M. 21 gennaio 2025, aggiornare il valore della soglia dell’ISEE per l’accesso delle famiglie economicamente svantaggiate:
L’Autorità ha, inoltre, confermato l’invio da parte di INPS al Gestore del SII dei dati funzionali al riconoscimento dei bonus sociali, per le classi di agevolazione come aggiornate dal provvedimento, in base alle DSU attestate a partire dal 1° gennaio 2026, con le modalità e le tempistiche disposte dalla Deliberazione 63/2021/R/com e dalla Deliberazione 355/2025/R/rif.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della Delibera in allegato.
A seguito dell'entrata in vigore della legge di Bilancio n. 199/2025 e del cambiamento dalla stessa introdotto in merito ai soggetti obbligati ad iscriversi al RENTRi, sono state aggiornate diverse schede formative disponibili sul sito RENTRi per un necessario allineamento con le nuove disposizioni normative.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/040/SAEC-REN/LE del 26.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che a seguito dell'entrata in vigore della legge di Bilancio n. 199/2025 (cfr. circolare Assoambiente n. 8/2026) e del cambiamento dalla stessa introdotto in merito ai soggetti obbligati ad iscriversi al RENTRi, sono state aggiornate diverse schede formative disponibili sul sito RENTRi per un necessario allineamento con le nuove disposizioni normative.
In particolare, richiamiamo la vostra attenzione sulla revisione della scheda formativa relativa a “Il FIR dopo il 13/2/2026” che illustra in modo dettagliato e alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio gli aspetti fondamentali della modalità digitale, disponibile al seguente link.
In particolare il materiale fornisce indicazioni su:
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni e aggiornamenti, ricordiamo il webinar organizzato da Assoambiente, unitamente con Utilitalia il prossimo 9 febbraio su FIR digitale per un chiarimento tecnico e supporto applicativo sugli adempimenti previsti dal nuovo sistema (cfr. circolare Assoambiente n. 38/2026) – necessaria iscrizione.
Come ogni anno, il Fondo Previambiente organizza un momento di formazione e comunicazione indirizzata principalmente agli iscritti e alle Fonti Istitutive del Fondo stesso.
Quest’anno l’iniziativa si svolgerà a Riccione, giovedì 26 febbraio a partire dalle 14,30 con prosecuzione la mattina del 27; il soggiorno di una notte e il vitto saranno a carico del Fondo.
Tra i relatori del Seminario vi saranno, come di consueto, esperti previdenziali nonchè di gestione finanziaria e amministrativa dei Fondi Pensione.
Ciascuna Fonte istitutiva avrà a disposizione 40 posti: si invitano quindi coloro che fossero interessati a partecipare all’iniziativa, a comunicarlo all’indirizzo di posta elettronica d.miccoli@fise.org
entro il prossimo 6 febbraio.
Non appena disponibile, sarà inviato anche il programma del Seminario.
Cordiali saluti.
In vista di tale scadenza, Assoambiente, unitamente ad Utilitalia, organizza un webinar di approfondimento operativo dedicato alle aziende del comparto, in programma lunedì 9 febbraio 2026, dalle ore 10:30 alle 12:30, interamente focalizzato sulla gestione del FIR digitale.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire un momento di chiarimento tecnico e di supporto applicativo sugli adempimenti previsti dal nuovo sistema. Necessaria iscrizione.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/038/SAEC-REN/LE del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che in vista dell’entrata in vigore - prevista per il 13 febbraio 2026 - dell’obbligo di utilizzo del FIR digitale per tutti i soggetti iscritti al RENTRi, Assoambiente e Utilitalia hanno ritenuto opportuno organizzare un webinar di approfondimento operativo dedicato alle aziende del comparto, focalizzato sulla gestione del FIR digitale.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire un momento di chiarimento tecnico e di supporto applicativo sugli adempimenti previsti dal nuovo sistema.
Il webinar sulla “Gestione del FIR digitale” si terrà il 9 febbraio dalle ore 10,30 alle 12,30.
Oltre ai rappresentanti di Assoambiente e Utilitalia, interverranno il Presidente Daniele Gizzi dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, e, per Ecocerved, Antonella Eugeni e Sara Basso.
Per favorire un confronto ordinato ed efficace, vi chiediamo di anticiparci eventuali quesiti che dovranno essere inviati entro e non oltre il 30 gennaio p.v., esclusivamente in materia di FIR digitale, al seguente indirizzo: e.perrotta@fise.org. I quesiti ricevuti saranno condivisi preventivamente con i relatori, così da consentire un riscontro da parte degli stessi nel corso del webinar.
Informiamo che per ricevere link per la partecipazione al webinar è necessaria iscrizione inviando email a assoambiente@assoambiente.org con oggetto “Iscrizione WEBINAR XFIR”: il link verrà inviato nella giornata del 6 febbraio 2026 a quanti si saranno registrati.
Si auspica la partecipazione all’incontro da parte del personale aziendale direttamente coinvolto nella gestione delle attività legate al RENTRi e nel coordinamento di coloro che utilizzeranno direttamente il FIR digitale.
Seguirà il programma dettagliato dell’evento.
Con circolare n. 293 del 30 luglio 2025 abbiamo informato circa la delibera del Comitato Amministratore del Fondo Bilaterale di Solidarietà dei Servizi Ambientali, adottata il 21 luglio, recante l’approvazione del Regolamento relativo ad una delle prestazioni del Fondo, ovvero il “finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale”, ai sensi dell’articolo 6, comma 1 Lettera d), dell’Accordo istitutivo, poi recepito come noto nel Decreto Interministeriale n. 103594 del 9 agosto 2019 e successive modifiche e integrazioni.
Lo scorso 9 dicembre l’INPS ha pubblicato l’allegato Messaggio n. 3724, recante le modalità di accesso ai programmi formativi, e relative istruzioni contabili; le domande possono quindi ora essere presentate, seguendo le indicazioni dell’Istituto (paragrafo 1 del Messaggio).
La misura della prestazione corrisponde alla copertura integrale della retribuzione oraria lorda (imponibile previdenziale) dei lavoratori interessati per il numero di ore destinate alla formazione, ridotta dell’eventuale concorso degli appositi fondi nazionali, territoriali, regionali o comunitari.
Il finanziamento è riconosciuto nel limite massimo della contribuzione dovuta dal datore di lavoro, compresa anche la contribuzione addizionale e straordinaria, nel limite di quanto dovuto fino al trimestre precedente alla data di presentazione della domanda, al netto degli oneri di gestione e amministrazione del Fondo (quantificandosi in tal modo il “tetto aziendale”).
Le domande possono essere presentate dal giorno successivo al termine dell’intervento formativo (per una durata massima di dodici mesi) per il quale viene richiesto il finanziamento ed entro i sei mesi successivi.
La domanda dovrà contenere, oltre ai dati anagrafici dell’azienda e del titolare ovvero del legale rappresentante, i seguenti elementi:
Alla domanda, infine, deve essere allegata copia dell’accordo sindacale e l’elenco dei lavoratori beneficiari dei programmi formativi, con la specifica indicazione, per ciascuno di essi, della retribuzione oraria lorda, delle ore di formazione e della retribuzione da finanziare.
Il meccanismo è quello del rimborso/conguaglio con i contributi dovuti.
Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 180 del 17 dicembre 2025 sono state adottate le «Linee guida per l'implementazione dell'IA nel mondo del lavoro».
Indice Linee Guida:
1. Introduzione
2. Implementazione dell’IA nelle aziende: scenario complessivo
3. Linee guida operative per le aziende e le PMI
4. Linee guida operative per i lavoratori autonomi
5. Formazione e sviluppo delle competenze IA
6. Finanziamenti e incentivi per l’adozione dell’IA
7. Principi guida per un uso responsabile e sicuro dell’IA nel lavoro
8. Identificare e gestire i rischi dell’IA
9. Monitoraggio e aggiornamento delle linee guida
10. Conclusioni e prospettive future
Appendice 1 - Panoramica dell'impatto delle principali tecnologie IA su alcuni settori professionali ed esempi di competenze emergenti
Appendice 2 - Vademecum per l’uso consapevole dell’intelligenza artificiale generativa nelle PMI e tra professionisti
Il Comunicato del Ministero Lavoro disponibile qui
Il Decreto è consultabile sul sito del Ministero - www.lavoro.gov.it - disponibile qui
Dall’11 marzo al 13 maggio 2026 TuttoAmbiente ha organizzato in live streaming il Master Executive Gestione rifiuti – Waste manager. Il corso mira a coprire i temi chiave della gestione rifiuti.
TuttoAmbiente è stato accreditato, tra l’altro, come provider dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri per i crediti professionali. Riconosciuti anche crediti per l'aggiornamento professionale delle figure RSPP/ASPP erogati da AIAS.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026-036_SAEC-COM_PE del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Dall’11 marzo al 13 maggio 2026 TuttoAmbiente ha organizzato in live streaming il Master Executive Gestione rifiuti – Waste manager.
Il corso è rivolto principalmente, a Produttori e gestori di rifiuti; Waste manager; Responsabili ambientali di aziende private e pubbliche; Consulenti, tecnici e liberi professionisti del settore ambientale; Operatori nel settore ambientale; Laureati e laureandi; Diplomati che vogliono acquisire conoscenze e professionalità nel settore della gestione rifiuti.
Il corso mira a coprire i temi chiave della gestione rifiuti tra cui: definizioni e sottoprodotto, autorizzazioni ed EOW; adempimenti documentali e RENTRi; attribuzione del codice e classificazione rifiuti; caratteristiche di pericolo e analisi di laboratorio; trasporto e Albo Gestori Ambientali; merci pericolose ai fini del trasporto (ADR, RID, IMDG); imballaggi; deposito temporaneo; terre e rocce da scavo e cenni su bonifica; sanzioni e responsabilità a seguito del Decreto Terra dei fuochi.
TuttoAmbiente è stato accreditato, tra l’altro, come provider dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri per i crediti professionali. Riconosciuti anche crediti per l'aggiornamento professionale delle figure RSPP/ASPP erogati da AIAS.
Ricordiamo che a seguito della partnership avviata con Assoambiente, per i soci sono previsti sconti per la partecipazione ai sopra richiamati corsi formativi.
Per ulteriori informazioni, e per la necessaria iscrizione si rimanda al form richiesta programma, disponibile qui.
GreenReport
Con la legge 15 gennaio 2026, n. 4 è stato convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili. In vigore dal 21 gennaio 2026.
Il provvedimento interviene su tre ambiti principali:
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/035/SAEC-FER/PE del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Con la legge 15 gennaio 2026, n. 4 (G.U. n. 15 del 20 gennaio 2026) è stato convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili. In vigore dal 21 gennaio 2026.
Il provvedimento interviene su tre ambiti principali:
1 Credito d’imposta Transizione 5.0
Al fine di un auspicato chiarimento su alcuni aspetti applicativi (termini, divieto cumulo delle agevolazioni e controlli), il provvedimento interviene sulla disciplina del credito d’imposta Transizione 5.0.
Viene fissato al 27 novembre 2025 il termine entro il quale le imprese devono presentare al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la comunicazione di prenotazione del credito d’imposta. Per le comunicazioni trasmesse dal 7 novembre 2025 fino alle ore 18 del 27 novembre 2025, la norma consente una fase di integrazione documentale, ma solo in presenza di una specifica richiesta del GSE e entro un termine perentorio, che non può andare oltre il 6 dicembre 2025.
L’integrazione è ammessa esclusivamente nei casi di errori nel caricamento dei dati, documentazione incompleta o non leggibile.
Resta invece espressamente esclusa qualsiasi sanatoria nel caso in cui manchi o sia irregolare la certificazione tecnica sulla riduzione dei consumi energetici, elemento centrale per l’accesso al beneficio.
Per quanto riguarda il divieto di cumulo con il credito “beni strumentali” (già previsto nella norma precedente), la norma fornisce un’interpretazione autentica chiarendo che per gli stessi beni agevolabili, l’impresa non può beneficiare contemporaneamente del credito d’imposta Transizione 5.0 e del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi (ex legge n. 178/2020).
Pertanto le imprese che, alla data di entrata in vigore del decreto, avevano già presentato domanda per entrambe le agevolazioni sono obbligate a scegliere uno solo dei due crediti effettuando l’opzione entro il 27 novembre 2025, con modalità telematiche. Resta comunque salva la possibilità di accedere al credito per beni strumentali (nei limiti delle risorse ancora disponibili a legislazione vigente) qualora il credito Transizione 5.0 non venga riconosciuto per esaurimento delle risorse disponibili.
Per quanto riguarda i controlli, il provvedimento chiarisce che il GSE diventa il soggetto centrale e diretto per la vigilanza sulle certificazioni tecniche ex ante ed ex post e vengono rafforzati i controlli di merito sulla reale riduzione dei consumi energetici dichiarata dalle imprese. Nel caso in cui venga riscontrata l’assenza dei requisiti per la fruizione del beneficio, il GSE può disporre l’annullamento della prenotazione del credito e l’Agenzia delle Entrate procede al recupero del credito indebitamente fruito, con applicazione di interessi e sanzioni.
2 Aree idonee e impianti da fonti rinnovabili
Il provvedimento interviene (art. 2 modificato in sede di conversione) anche sul riassetto della disciplina sulle aree idonee per gli impianti a fonti rinnovabili, mediante il coordinamento con il D.lgs. n. 190/2024 (Testo Unico FER). In particolare per quanto riguarda le aree idonee su terraferma, le aree idonee marine – off-shore, i regimi amministrativi semplificati, gli interventi in siti UNESCO e la piattaforma digitale aree idonee.
Viene precisato che l’impianto agrivoltaico è qualificato come impianto fotovoltaico idoneo a preservare la continuità delle attività agricole e pastorali e deve garantire almeno l’80% della produzione lorda vendibile agricola. Per le aree agricole di elevato valore, è previsto il possibile ricorso all’opposizione in conferenza di servizi da parte di regioni e province autonome.
3 Modifiche alla disciplina del golden power
In materia di Golden Power – cioè l’insieme di poteri speciali che il Governo italiano può esercitare per proteggere asset strategici e la sicurezza nazionale da acquisizioni o operazioni societarie ritenute rischiose, intervenendo in settori chiave – la legge interviene, con il nuovo articolo 2-bis, sul settore finanziario, creditizio e assicurativo.
Le principali novità riguardano:
Per ulteriori dettagli si rimanda al testo coordinato in allegato.
La Commissione Europea ha pubblicato la relazione tecnica per l’adozione dell’Atto Delegato relativo al nuovo Regolamento sulle Batterie (Regolamento UE 2023/1542), per modificare la metodologia di calcolo del tasso di raccolta delle batterie portatili/batterie LMT (batterie per il trasporto leggere) e per adattare gli obiettivi di raccolta alla nuova metodologia, mantenendo al contempo ambizioni e tempistiche equivalenti.
Il Regolamento batterie dispone infatti che la Commissione debba adottare norme delegate sul tema entro il prossimo 18 agosto 2027 e, a tal proposito, sono stati incaricati dei consulenti per fornire supporto tecnico sul nuovo metodo di calcolo del tasso di raccolta delle batterie portatili e LMT.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/034/SAEC-EUR/FA del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha pubblicato la relazione tecnica per l’adozione dell’Atto Delegato relativo al nuovo Regolamento sulle Batterie (Regolamento UE 2023/1542), per modificare la metodologia di calcolo del tasso di raccolta delle batterie portatili/batterie LMT (batterie per il trasporto leggere) e per adattare gli obiettivi di raccolta alla nuova metodologia, mantenendo al contempo ambizioni e tempistiche equivalenti.
Il Regolamento batterie dispone infatti che la Commissione debba adottare norme delegate sul tema entro il prossimo 18 agosto 2027 e, a tal proposito, sono stati incaricati dei consulenti per fornire supporto tecnico sul nuovo metodo di calcolo del tasso di raccolta delle batterie portatili e LMT.
I consulenti hanno scelto la "metodologia disponibile per la raccolta", ritenendo che questa dovrebbe riflettere meglio l'evoluzione del mercato e la maggiore durata di vita delle batterie portatili e LMT e si basa sulla seguente formula:

Per quanto di interesse per il settore, si evidenzia che i flussi complementari sono esclusi dalla quantità di batterie considerate "disponibili per la raccolta" e pertanto non sono inclusi negli obiettivi di raccolta. Ciò significa in genere che le quantità di batterie presenti nei rifiuti urbani misti non possono essere incluse negli obiettivi di raccolta.
FEAD e le altre associazioni europee di riferimento ritengono che l'adozione di questo nuovo metodo di calcolo della raccolta sia estremamente preoccupante per il settore poiché non dà priorità alla raccolta dei “flussi collaterali” e ciò influisce anche sui sistemi di EPR (Responsabilità Estesa del Produttore).
A tal proposito FEAD, la Federazione europea delle imprese di gestione dei rifiuti, di cui Assoambiente fa parte, ha predisposto una bozza di posizione (in allegato) per i consulenti tecnici della Commissione europea, alla quale ha anche richiesto un incontro per condividere le criticità sull’adozione del suddetto metodo di raccolta.
Chiediamo a quanti interessati di fornirci un feedback sul documento di posizione di FEAD e di inviarlo alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) e al Dott. Dario Cesaretti (d.cesaretti@fise.org) entro il prossimo 26 gennaio 2026. L’Associazione provvederà a condividerli con FEAD che finalizzerà il testo e lo invierà ai consulenti.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento si rimanda alla relazione disponibili in allegato.
L’Albo nazionale gestori ambientali, con il supporto di Ecocerved e Unioncamere, ha calendarizzato un nuovo ciclo formativo rivolto a imprese ed enti che utilizzano i servizi di supporto messi a disposizione gratuitamente dal RENTRi.
Il programma formativo che parte dal 28 gennaio 2026 è articolato in 10 webinar finalizzati a fornire indicazioni pratiche sugli aspetti operativi del RENTRi, con un focus sul FIR Digitale.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/033/SAEC-REN/LE del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che nell’ambito delle attività di supporto tecnico-operativo al MASE, l’Albo nazionale gestori ambientali, con il supporto di Ecocerved e Unioncamere, ha calendarizzato un nuovo ciclo formativo rivolto a imprese ed enti che utilizzano i servizi di supporto messi a disposizione gratuitamente dal RENTRi.
Il programma formativo che parte dal 28 gennaio 2026 è articolato in 10 webinar finalizzati a fornire indicazioni pratiche sugli aspetti operativi del RENTRi, con un focus sul FIR Digitale e sui servizi di supporto del RENTRi relativamente al FIR digitale e al registro cronologico di carico e scarico digitale.
I webinar, che, come di consueto sono accessibili gratuitamente, avranno una durata indicativa di 60 minuti ed il link per la registrazione sarà disponibile 48 ore prima della data di ciascun evento.
Di seguito riportiamo il programma dei webinar, disponibile anche sul sito web del RENTRi:
1. Iscrizione produttori terzo scaglione: soggetti obbligati e modifiche introdotte dalla L.199/2025
2. Il FIR dopo il 13/02/2026
3. I servizi di supporto e l’APP del RENTRI per l’utilizzo e la gestione del FIR digitale
4. Produttori di rifiuti - I servizi di supporto del RENTRI per la tenuta del registro cronologico di carico e scarico digitale
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.
Il Decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5 (G.U. n. 15 del 20.01.2026) di attuazione della Direttiva (UE) 2023/2413 (RED III) per la promozione delle fonti di energia rinnovabile (FER) dal 4 febbraio 2026 ridefinisce gli obiettivi nazionali per le FER 2030.
Modificati i principali target energetici nazionali fissati per il 2030: l’Italia dovrà raggiungere una quota di FER pari al 39,4% del consumo finale lordo di energia entro il 2030. la fine di questo decennio (+9,4% dell’obiettivo riportato nel D.lgs. n. 199/2021 di recepimento della RED II).
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/032/SAEC-FER/PE del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5 (G.U. n. 15 del 20.01.2026) di attuazione della Direttiva (UE) 2023/2413 (RED III) per la promozione delle fonti di energia rinnovabile (FER) dal 4 febbraio 2026 ridefinisce gli obiettivi nazionali per le FER 2030.
Il provvedimento si articola in 51 articoli suddivisi in 6 capitoli che entrano nel dettaglio dei nuovi obblighi, tra l’altro, per il comparto delle biomasse, quello dell’idrogeno e dedicando un capitolo a parte alle zone di accelerazione per le FER e all’evoluzione delle Garanzie d’Origine (GO):
Modificati i principali target energetici nazionali fissati per il 2030: l’Italia dovrà raggiungere una quota di FER pari al 39,4% del consumo finale lordo di energia entro il 2030. la fine di questo decennio (+9,4% dell’obiettivo riportato nel D.lgs. n. 199/2021 di recepimento della RED II).
Per quanto riguarda l’uso della biomassa dovrà essere destinata prioritariamente a usi a maggior valore aggiunto e può essere incentivata per fini energetici solo se non è possibile utilizzarla per:
Il Governo potrà però disporre deroghe motivate nel caso in cui sia necessario garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico. Focus importante su biomassa legnosa.
Affinché le biomasse siano contabilizzate verso gli obiettivi 2030, sarà necessario che garantiscano riduzioni significative di gas serra rispetto ai fossili. Nel caso di impianti per la produzione di energia elettrica, riscaldamento e raffrescamento con una potenza superiore a 10 MW, è stabilita una riduzione del 70% dei gas serra fino al 2029 e dell’80% dal 2030. Per quelli sotto i 10 MW, è prevista una riduzione del 70% per i primi 15 anni di operatività e dell’80% successivamente.
Per ulteriori dettagli si rimanda al decreto in allegato.
Dopo la sigla, avvenuta a marzo 2025, dell’Accordo di programma che regola le condizioni economiche e di servizio presso i centri di raccolta comunali per il triennio 2025 – 2027, a fine 2025 è stato sottoscritto anche il nuovo Accordo di Programma tra Centro di Coordinamento RAEE, tra le principali associazioni di categoria nazionali del retail fisico e online, dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) e delle aziende di raccolta dei rifiuti, tra cui Assoambiente.
L’Accordo disciplina le condizioni di servizio per la gestione dei RAEE di origine domestica presso i luoghi di raggruppamento della distribuzione su tutto il territorio nazionale.
L'Accordo, che è entrato in vigore lo scorso 1° gennaio 2026, si basa su tre pilastri strategici: efficienza operativa, capillarità territoriale e comunicazione ai cittadini (la leva principale per aumentare i volumi di RAEE intercettati). Altro elemento guida dell’Accordo è la tracciabilità dei RAEE che dovrà essere garantita da tutti gli attori della filiera.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/031/SAEC-NOT/CS del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Dopo la sigla, avvenuta a marzo 2025, dell’Accordo di programma che regola le condizioni economiche e di servizio presso i centri di raccolta comunali per il triennio 2025 – 2027 (a cui ha preso parte anche Assoambiente), a fine 2025 è stato sottoscritto anche il nuovo Accordo di Programma tra Centro di Coordinamento RAEE, tra le principali associazioni di categoria nazionali del retail fisico e online, dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) e delle aziende di raccolta dei rifiuti, tra cui Assoambiente. L’Accordo disciplina le condizioni di servizio per la gestione dei RAEE di origine domestica presso i luoghi di raggruppamento della distribuzione su tutto il territorio nazionale.
L'Accordo, che è entrato in vigore lo scorso 1° gennaio 2026, si basa su tre pilastri strategici: efficienza operativa, capillarità territoriale e comunicazione ai cittadini (la leva principale per aumentare i volumi di RAEE intercettati). Altro elemento guida dell’Accordo è la tracciabilità dei RAEE che dovrà essere garantita da tutti gli attori della filiera.
L'Accordo stabilisce modalità e tempistiche per il ritiro dei RAEE dai luoghi di raggruppamento della distribuzione (punti vendita o magazzini della distribuzione) e definisce i contributi economici che i produttori riconoscono ai retailer per la gestione dei rifiuti elettronici. Per la prima volta vengono uniformate le soglie di buona operatività tra distribuzione e centri di raccolta comunali creando così un sistema omogeneo.
Una ulteriore novità riguarda la significativariduzione delle soglie minime necessarie per richiedere il ritiro dei RAEE. Coon queste nuove soglie, abbassate a 200 kg per i raggruppamenti R1, R2, R3 e R4, si punta a favorire i punti vendita di dimensioni medio-piccole che spesso dispongono di spazi limitati e che faticavano a raggiungere rapidamente i quantitativi necessari per attivare il ritiro.
Per incrementare la presenza territoriale e la prossimità del servizio di ritiro ai cittadini, viene confermato un Fondo dedicato allo sviluppo infrastrutturale del valore complessivo di 300mila euro per il biennio 2026-2027 finalizzato all'apertura di 150 nuovi luoghi di raggruppamento (LdR). Le risorse sono assegnate alle associazioni di categoria che si impegnano a promuovere la creazione di nuovi luoghi di raggruppamento della distribuzione presso i loro associati.
Il nuovo Accordo introduce poi una semplificazione del sistema premiale che ora prevede due sole classi di premio (base e massima) contro le tre precedenti. La nuova struttura incentiva e premia i nuovi luoghi di raggruppamento iscritti al servizio tramite il portale del Centro di Coordinamento inserendoli automaticamente nella classe massima. L’obiettivo è favorire una partecipazione più ampia e distribuita su tutto il territorio nazionale. È stato poi innalzato anche il premio attribuito agli LdR per i ritiri che pur non raggiungendo la soglia di buona operatività superano comunque il livello minimo di premialità.
Inoltre l’Accordo, in considerazione della centralità della comunicazione ai cittadini per garantire un aumento della raccolta dei RAEE, prevede un aumento della dotazione complessiva di risorse economiche destinate alla comunicazione. Questa è pari a 7,6 milioni di euro ripartiti tra:
Per maggiori informazioni si rimanda ai seguenti link:
Sul sito della Camera dei Deputati è disponibile il testo della proposta di legge recante l’istituzione di un sistema di deposito cauzionale per i contenitori monouso per bevande e delega al Governo per la disciplina della filiera di recupero.
Al momento il provvedimento non è stato ancora assegnato ad alcuna Commissione ma tale passaggio dovrà essere fatto a breve per dare via all’iter legislativo.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/030/SAEC-NOT/CS del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Sul sito della Camera dei Deputati è disponibile il testo della proposta di legge recante l’istituzione di un sistema di deposito cauzionale per i contenitori monouso per bevande e delega al Governo per la disciplina della filiera di recupero. Al momento il provvedimento non è stato ancora assegnato ad alcuna Commissione ma tale passaggio dovrà essere fatto a breve per dare via all’iter legislativo.
Di seguito si riporta una sintesi dei contenuti della proposta di legge:
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della proposta di legge allegata.
Con la circolare in oggetto la scrivente Associazione ha inteso informare le aziende associate in ordine alla richiesta di autorevole parere giuridico relativo alle conseguenze della mancata sottoscrizione dell’Accordo 9.12.2025 con cui si è rinnovato il CCNL Servizi ambientali 18.5.2022.
Ciò sia per quanto concerne l’eventuale vincolatività dell’Accordo stesso nei confronti delle aziende, sia nei confronti dell’Associazione, con specifico riferimento all’aspettativa retribuita per motivi sindacali di cui all’articolo 57, lettera “E”, del CCNL riconosciuta alle sigle sindacali stipulanti.
La circolare non conteneva alcun riferimento ad altri permessi sindacali quali quelli di cui all’articolo 57 del CCNL, lettere “B”, “C” o “D” né ad altri diritti o prerogative sindacali, riconosciuti dalla legge o dallo stesso CCNL, e che non sono stati messi in discussione dall’Associazione, né potrebbero esserlo.
Si ribadisce quindi alle aziende associate che diritti e prerogative sindacali in essere presso le aziende continuano a trovare applicazione piena.
Per quanto concerne i distacchi nazionali di cui all’articolo 57, lettera “E”, sarà cura dell’Associazione aggiornare circa l’operatività degli stessi anche per l’anno 2026, ad esito di valutazioni giuridiche e politiche in corso, che competono agli Organi Direttivi di Assoambiente.
La disponibilità dell’Associazione ad assistere le aziende associate che intendessero avanzare richieste di riconoscimento dei maggiori costi derivanti dall’eventuale applicazione dell’Accordo di rinnovo del CCNL sulla base dei rapporti contrattuali con gli enti committenti, rientra nell’autonomia associativa, oltre che nelle competenze e nell’obiettivo più generale dell’Associazione di tutelare al meglio, individualmente e collettivamente, le imprese associate.
Non mancheremo di aggiornare sugli sviluppi della situazione.
Pubblicato sulla GU n. 15 del 20 gennaio 2026 il comunicato del Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) relativo al saggio degli interessi da applicare a favore del creditore nei casi di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali.
Il tasso di interesse per i ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali è stabilito semestralmente dal MEF e varia in base al semestre, basandosi sul tasso BCE più una maggiorazione fissa, con il tasso aggiornato per il primo semestre 2026 che è di 2,15% (Tasso BCE 2,15% + 8,00%), applicabile dal 1° gennaio 2026. Questo tasso si applica automaticamente in caso di ritardo, a meno che le parti non abbiano concordato un tasso superiore, come previsto dal D.lgs. n. 231/2002.
Queste disposizioni si applicano a tutti i pagamenti effettuati a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale (che comporta la consegna di merci o la prestazione di servizi contro il pagamento di un prezzo) tra imprese o tra queste e la pubblica amministrazione.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41415 del 23 dicembre 2025, si è espressa, nell’ambito di un giudizio riguardante il sequestro di un impianto di trattamento rifiuti a seguito di diverse inadempienze, sugli oneri di verifica da parte di chi riceve i rifiuti e, più in generale, di ogni detentore.
Pur evidenziando che la classificazione e l'assegnazione del codice EER previsto spettano "primariamente" al produttore del rifiuto, viene sottolineato che il destinatario dei rifiuti deve sempre verificare la classificazione effettuata dal produttore e, quando la composizione degli stessi non è nota, deve determinarla ricercando le sostanze pericolose "ragionevolmente" presenti attraverso campionamenti e analisi.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/028/SAEC-GIU/CS del 19.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41415 del 23 dicembre 2025, si è espressa, nell’ambito di un giudizio riguardante il sequestro di un impianto di trattamento rifiuti a seguito di diverse inadempienze, sugli oneri di verifica da parte di chi riceve i rifiuti e, più in generale, di ogni detentore.
Pur evidenziando che la classificazione e l'assegnazione del codice EER previsto spettano "primariamente" al produttore del rifiuto, viene sottolineato come la normativa e la giurisprudenza abbiano stabilito che anche il destinatario sopporta oneri di verifica "e non può fare scelte arbitrarie sulla qualificazione del rifiuto".
Nella sentenza viene inoltre richiamato il fatto che se la composizione dei rifiuti ricevuti non è nota il destinatario dovrà raccogliere le informazioni valevoli all'acquisizione di sufficiente conoscenza di tale composizione, così da attribuire al rifiuto il codice appropriato. Se tale valutazione dovesse risultare impossibile a livello pratico, ci si dovrà basare sul principio di precauzione classificando il rifiuto come pericoloso. La Corte ha quindi motivato quanto riportato con l’attuazione del principio eurounitario e nazionale di responsabilità "condivisa" lungo l'intera filiera di gestione del rifiuto.
In definitiva, secondo la sentenza dei giudici, il destinatario dei rifiuti deve sempre verificare la classificazione effettuata dal produttore e, quando la composizione degli stessi non è nota, deve determinarla ricercando le sostanze pericolose "ragionevolmente" presenti attraverso campionamenti e analisi.
Per ulteriori informazioni si rimanda al testo della sentenza allegato.
E’ stato pubblicato sul sito del MIMIT il decreto ministeriale 3 dicembre 2025 volto a eliminare l’obbligo della diagnosi energetica ex ante quale requisito per l’ottenimento delle agevolazioni previste per l’Investimento 16 "Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI", al fine di favorire la realizzazione dei programmi di investimento previsti dal decreto ministeriale13 novembre 2024 e dai successivi provvedimenti direttoriali.
L’obbligo era previsto dal decreto del 13 novembre 2024 con cui erano state approvate le agevolazioni per gli investimenti delle Pmi finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica ricavata da impianti solari FV o mini eolici, per l’autoconsumo immediato e per sistemi di accumulo/stoccaggio dell’energia
Resta fermo che le spese già sostenute o da sostenere per l'esecuzione della predetta diagnosi energetica continuano a costituire spesa ammissibile alle agevolazioni, in conformità a quanto stabilito dall’articolo 7, comma 3, del decreto ministeriale 13 novembre 2024.
UNI ha organizzato per martedì 24 febbraio 2026, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 il Webinar dal titolo: "Asset management: norme, principi e applicazione pratica".
L’evento prende spunto della serie UNI ISO 55000: norme che pongono i riferimenti per integrare gli asset aziendali nei processi decisionali e nei risultati attesi.
Nel corso del webinar verranno mostrati i rapporti fra università e aziende nell’implementazione di un sistema di asset management, mettendo in luce i vantaggi pratici che derivano dall’adozione di un approccio organico alla gestione degli asset.
Per concludere, verrà presentata anche una best practice a supporto del percorso per la certificazione.
L’evento è gratuito, previa registrazione, e, in caso di partecipazione, permette di acquistare con uno sconto del 30% le seguenti norme:
Le norme richiamate sono applicabile a tutti i tipi di asset e beni e da tutte le tipologie di organizzazioni, indipendentemente dalle loro dimensioni.
La CGUE Corte di Giustizia dell’Unione Europea con sentenza del 15 gennaio 2026 (Caso C-692/2023) ha fornito chiarimenti riguardanti gli affidamenti in-house nei contratti pubblici. La sentenza è stata resa nell’ambito di un caso riguardante un contratto pubblico per la gestione di rifiuti domestici.
La Corte ha confermato che il criterio rilevante non si limita alle attività della persona giuridica controllata stessa, ma si estende anche a quelle che possono essere più ampiamente collegate ad essa.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/027/SAEC-GIU/CC del 19.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La CGUE Corte di Giustizia dell’Unione Europea con sentenza del 15 gennaio 2026 (Caso C-692/2023) ha fornito chiarimenti riguardanti gli affidamenti in-house nei contratti pubblici. La sentenza è stata resa nell’ambito di un caso riguardante un contratto pubblico per la gestione di rifiuti domestici.
In particolare, la Corte ha confermato una interpretazione restrittiva dell’utilizzo degli affidamenti in-house, ed ha dichiarato: “L’articolo 12, paragrafo 3, primo comma, lettera b), della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 5, primo comma, della direttiva 2014/24, deve essere interpretato nel senso che: la condizione secondo cui più dell’80% delle attività della persona giuridica controllata devono essere effettuate nello svolgimento dei compiti ad essa affidati dalle amministrazioni aggiudicatrici che la controllano, quando tale condizione è determinata secondo il criterio del fatturato e tale persona giuridica controllata è la società madre di un gruppo, richiede di prendere in considerazione anche il fatturato delle altre entità facenti parte di tale gruppo, eventualmente sulla base del fatturato consolidato che detta persona giuridica è tenuta a stabilire conformemente agli articoli 22 e 24 della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d’esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio”.
Pertanto, la Corte ha confermato che il criterio rilevante non si limita alle attività della persona giuridica controllata stessa, ma si estende anche a quelle che possono essere più ampiamente collegate ad essa.
Si informa che la sentenza in commento è stata oggetto di un comunicato da parte di FEAD, associazione alla quale Assoambiente aderisce, che ha ribadito in tale occasione il proprio sostegno ad una concorrenza più forte negli appalti pubblici ed ha richiamato la necessità di limitare il trattamento preferenziale degli Enti pubblici rispetto alle società private a soli casi eccezionali.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della sentenza consultabile al seguente link e al comunicato FEAD, riportato n allegato.
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 249 del 19 gennaio 2026.
La Commissione Europea ha lanciato una consultazione mirata incentrata sulla valutazione del Regolamento sui prodotti fertilizzanti (Regolamento (UE) 2019/1009), per valutare i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi dello stesso.
Si ricorda che il Regolamento sui prodotti fertilizzanti (FPR) è entrato in vigore nel luglio 2022 e stabilisce norme comuni sulla sicurezza, sulla qualità e sulle prescrizioni di etichettatura per i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE, con il fine generale di incentivare la produzione su larga scala di prodotti fertilizzanti a partire da materiali organici nazionali o da materie prime secondarie nell'UE.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/026/SAEC-EUR/FA del 19.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha lanciato una consultazione mirata incentrata sulla valutazione del Regolamento sui prodotti fertilizzanti (Regolamento (UE) 2019/1009), per valutare i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi dello stesso.
Si ricorda che il Regolamento sui prodotti fertilizzanti (FPR) è entrato in vigore nel luglio 2022 e stabilisce norme comuni sulla sicurezza, sulla qualità e sulle prescrizioni di etichettatura per i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE, con il fine generale di incentivare la produzione su larga scala di prodotti fertilizzanti a partire da materiali organici nazionali o da materie prime secondarie nell'UE.
La consultazione, avviata con il supporto del CESE (Centro per i Servizi di Strategia e Valutazione), contiene domande molto dettagliate, anche sugli impatti economici sul mercato dei fertilizzanti dell'UE, nonché su innovazione e competitività, costi e benefici.
La valutazione considera anche gli impatti sociali e ambientali, tra cui la misura in cui l’FPR ha ampliato le possibilità di scelta per gli utilizzatori di fertilizzanti, i suoi effetti sulla tutela ambientale (ad esempio, contribuendo alla riduzione di inquinanti e contaminanti) e il suo ruolo nel promuovere l'economia circolare attraverso un maggiore utilizzo di materie prime secondarie.
Il questionario è rivolto a tutti gli stakeholder ed è suddiviso in sezioni:
Sezione 2: Efficacia - progressi verso gli obiettivi
Sezione 3: Efficacia - innovazione, aumento della produzione di materie prime secondarie, competitività ed economia circolare
Sezione 4: Efficacia - certificazione e valutazione della conformità
Sezione 5: Efficacia - impatti ambientali, economia circolare e salute
Sezione 6: Efficacia - impatti economici (accesso al mercato, prezzi dei fertilizzanti), innovazione e competitività
Sezione 7: Efficienza
Sezione 8: Pertinenza
Sezione 9: Coerenza
Sezione 10: Valore aggiunto UE
Sezione 11: Commenti finali
La consultazione, disponibile qui, si chiuderà il prossimo 6 febbraio 2026.
Considerato l’interesse anche per alcune attività di gestione rifiuti, si invitano quanti interessati ad inviare le proprie risposte alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) entro il prossimo 28 gennaio 2026, a tal proposito si condivide il formato Word del questionario (v. allegato) per facilitare la raccolta dei contributi in modo da consolidare la posizione Associativa entro i termini.
Si rimane a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione.
Il Comitato di gestione PFU, che si occupa della gestione dei PFU provenienti da demolitori e rottamatori di veicoli, ha pubblicato un comunicato con cui vengono rivisti, a partire dal 12 gennaio 2026, gli importi che chi acquista nuovi autoveicoli, motoveicoli, autocarri e macchine operatrici deve versare per finanziare la gestione degli pneumatici montati (cd. "primo equipaggiamento") una volta divenuti PFU. Inoltre il Comitato ha anche approvato l'elenco dei soggetti abilitati a raccogliere e gestire i PFU nell’anno 2026.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/025/SAEC-PFU/CS del 19.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Comitato di gestione PFU, che si occupa della gestione dei PFU provenienti da demolitori e rottamatori di veicoli, ha pubblicato un comunicato con cui vengono rivisti, a partire dal 12 gennaio 2026, gli importi che chi acquista nuovi autoveicoli, motoveicoli, autocarri e macchine operatrici deve versare per finanziare la gestione degli pneumatici montati (cd. "primo equipaggiamento") una volta divenuti PFU.
Secondo quanto stabilito dal Comitato gli importi richiesti prevedono un aumento tra il 30-40% per tutte le categorie di veicoli. Per gli autoveicoli il contributo passa da 3,65 euro/pneumatico a 5,11 euro/pneumatico (+ 40%). Per i ciclomotori/motoveicoli (da 0,31 a 0,42 euro/pneumatico) e per gli autocarri/autobus (da 8,72 a 11,87 euro/pneumatico "leggero" o da 17,44 a 23,74 euro/pneumatico "pesante") il contributo cresce del 35%. L’aumento è infine più contenuto (+30%) per le macchine agricole, le macchine operatrici e le macchine industriali.
Infine, sempre lo stesso Comitato con un altro comunicato ha approvato, ha approvato l'elenco dei soggetti abilitati a raccogliere e gestire i PFU nell’anno 2026.
Per maggiori informazioni si rimanda ai due comunicati allegati.
Facendo seguito alla circolare n. 7/2026 dello scorso 9 gennaio, si riportano di seguito le principali norme in materia giuslavoristica, ritenute di maggiore interesse per le aziende del settore, suddivise per tema.
Revisione della disciplina dell’IRPEF.
L’articolo 1, comma 3, della legge in esame prevede la riduzione dal 35% al 33% dell’aliquota relativa al secondo scaglione IRPEF (compresa tra 28 e 50mila euro) con risparmi che possono arrivare a 440 euro annui.
Tassazione agevolata dei rinnovi contrattuali.
L’articolo 1, comma 7, della legge assoggetta a una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 5% gli incrementi retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti del settore privato nell’anno 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti dal primo gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 (vi rientra pertanto l’Accordo del 9 dicembre 2025 e le rate di aumenti collocate nell’anno 2026).
La misura si applica ai lavoratori del settore privato titolari di reddito di lavoro dipendente – nell’anno 2025 – non superiore a 33mila euro; per quanto riguarda il personale cui è applicato il CCNL Servizi Ambientali, quantomeno fino al livello 3 di norma i lavoratori sono al di sotto di tale limite.
Detassazione dei premi di produttività.
L’articolo 1, comma 9 della legge circoscrive ai premi erogati nel 2025 la tassazione agevolata al 5% e riduce all’1% l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività e sulle somme erogate nel 2026 e 2027 (anche in caso di partecipazione agli utili di impresa).
Inoltre, innalza a 5mila euro il limite di importo complessivo entro cui si applica la tassazione agevolata (precedentemente fissato in 3mila euro).
Tassazione di indennità e maggiorazioni retributive al 15%.
Per il periodo d’imposta 2026, l’articolo 1, comma 10 della legge assoggetta ad una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 15% le somme corrisposte, entro il limite annuo di 1.500 euro, ai lavoratori dipendenti del settore privato, a titolo di:
La misura opera salvo espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro. Le misure sono applicate dai sostituti d’imposta del settore privato nei confronti dei titolari di reddito di lavoro dipendente di importo non superiore, nell’anno 2025, a 40mila euro.
In tutti i casi la norma fa riferimento ai CCNL, per cui sembrano escluse dall’agevolazioni maggiorazioni e/o indennità previste da accordi sottoscritti in sede aziendale.
Aumento esenzione buoni pasto elettronici.
Eleva da 8 a 10 euro la soglia esentasse di buoni pasto resi in forma elettronica.
Disposizioni in materia di previdenza complementare.
Dal primo luglio 2026, scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato, nel caso in cui non esprimano la propria scelta nei 60 giorni successivi all’assunzione.
La platea delle aziende che dovranno conferire le quote di TFR non destinate alla previdenza complementare al fondo INPS è estesa, includendo quelle che, negli anni successivi a quello di avvio delle attività, raggiungono i 50 dipendenti.
Si escludono per il 2026 e il 2027, le imprese con media annuale riferita all’anno precedente inferiore ai 60 dipendenti.
Dal 2032, l’obbligo è esteso alle aziende che impiegano almeno 40 dipendenti. Sono inoltre previste specifiche misure per il rafforzamento degli investimenti in infrastrutture da parte delle forme pensionistiche complementari, nonché numerose modifiche alla disciplina del finanziamento, delle prestazioni e di attribuzioni della COVIP.
Resta fermo quanto previsto dall’articolo 65, commi 11 e 12, del CCNL 18 maggio 2022 in ordine all’obbligo per le aziende di iscrizione “contrattuale”, ovvero di tutti i lavoratori dipendenti non iscritti volontariamente, inclusi quelli iscritti al fondo con modalità “silente” ai sensi dell’articolo 1, commi 203 e seguenti, della legge n. 199/2025, che interviene modificando in più punti il d. lgs. n. 252/2005 nonché la legge n. 296/2006 (articolo 1, comma 756, laddove introduceva il principio del “silenzio-assenso”).
Promozione dell’occupazione delle madri lavoratrici.
A decorrere dall’1.1.2026, la Legge di Bilancio riconosce ai datori di lavoro privati che assumono donne, madri di almeno 3 figli di età minore di 18 anni, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali, ad esclusione di premi e contributi Inail, a carico del datore di lavoro, per massimo 8mila euro all’anno. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
L’esonero compete:
• per 12 mesi dalla data di assunzione, qualora sia con contratto di lavoro a tempo determinato (anche in somministrazione);
• per 24 mesi data di assunzione, qualora sia effettuata con contratto di lavoro a tempo indeterminato;
• per 18 mesi dalla data dell’assunzione originaria, qualora il contratto venga trasformato in contratto a tempo indeterminato.
Incentivi per favorire la conciliazione vita-lavoro.
Ai sensi dell’articolo 2, comma 214, della legge, a partire dall’1.1.2026, lavoratrici o lavoratori con almeno 3 figli conviventi, fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo o senza limiti di età nel caso di figli disabili hanno una priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale (orizzontale o verticale) o per la rimodulazione della percentuale di lavoro in caso di contratto a tempo parziale, purché determini una riduzione dell’orario il 40%.
In tal caso, i datori di lavoro privati sono esonerati dal versamento del 100% dei contributi previdenziali (con esclusione dei premi e contributi dovuti ad INAIL), fino a un massimo di 3mila euro annui nei 24 mesi successivi dalla trasformazione del contratto (o dalla rimodulazione dell’orario) L’esonero è subordinato al mantenimento del complessivo monte orario di lavoro. Si prevede che resti ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche (articolo 2, comma 215).
Rafforzamento della disciplina in materia di congedi parentali e di congedo di malattia per i figli minori.
Al fine favorire la genitorialità, rafforzando le misure volte alla gestione flessibile del rapporto fra vita privata e lavoro, e con l’obiettivo di preservare l’occupazione, l’articolo 2, comma 219 e 220:
Con riferimento al congedo per malattia dei figli di età superiore a 3 anni (riconosciuto alternativamente a ciascun genitore):
Rafforzamento del contratto a termine a favore della genitorialità e della parità di genere.
L’articolo 2, comma 221 prevede che in caso di assunzione con contratto a tempo determinato (anche in somministrazione) per sostituzione delle lavoratrici in congedo di maternità o parentale, sarà possibile prolungare il contratto per affiancare la lavoratrice sostituita fino al compimento dell’anno del bambino.
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Su alcuni dei provvedimenti citati sono auspicati chiarimenti da parte dei competenti Organi istituzionali, di cui daremo pronta informativa.
L'Economia del Corriere della Sera
Si segnalano le principali news integrate o modificate o rimosse dal sito RENTRi al fine di armonizzare i loro contenuti con le disposizioni normative introdotte dalla Legge n. 199/2025, Legge di Bilancio 2026 (G.U. n. 301 del 30/12/2025).
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/023/SAEC-REN/LE del 16.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che sul sito RENTRi una serie di news sono state integrate o modificate o rimosse al fine di armonizzare i loro contenuti con le disposizioni normative introdotte dalla Legge n. 199/2025, Legge di Bilancio 2026 (cfr. circolare Assoambiente. n. 008/2026).
Tra le news inserite a seguito dell’entrata in vigore della Legge n.199/2025 si segnalano le seguenti:
Tra le newsmodificate a seguito dell’entrata in vigore della Legge n.199/2025 si segnalano le seguenti:
Tra le news che sono state rimosse in quanto non più in linea con la normativa vigente a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, si segnalano quelle riguardanti, ad esempio, le categorie di soggetti non più tenuti all’iscrizione al RENTRi come quella degli imprenditori agricoli, quella dei consorzi, quella dei produttori non rientranti in organizzazione di ente o impresa, le risposte ai quesiti dei moduli formativi ed altre attinenti agli obblighi delle categorie escluse; per quanto riguarda il materiale didattico siamo stati informati da Ecocerved che anch’esso verrà aggiornato a breve per tener conto delle modifiche normative sopravvenute.
A tal proposito, stante il quotidiano aggiornamento delle faq, molte delle quali sono ancora in fase di revisione, vi invitiamo a tenere monitorate le schede informative del sito RENTRi anche in modo autonomo, per essere sempre aggiornati sul susseguirsi delle modifiche apportate e poter disporre, quindi, di un quadro operativo di riferimento sempre puntuale e aggiornato.
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.
Il Decreto 16 dicembre 2025 del MASE (GU n. 10 del 14.1.2026) reca l’istituzione dell'Osservatorio nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici che svolge le funzioni di indirizzo e coordinamento stabilite dal PNACC (Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici), oltre che di analisi e confronto, per la pianificazione e l'attuazione delle azioni di adattamento.
Tra i compiti dell’Osservatorio l’aggiornamento periodico del PNACC e le azioni di adattamento individuate dal PNACC e le relative priorità di intervento, ed inoltre l’individuazione delle specifiche fonti di finanziamento per l’attuazione delle azioni individuate dal PNACC, fornendo indirizzi per il loro utilizzo e proposte di coordinamento e integrazione tra strumenti di pianificazione e programmazione nazionali e regionali. Incluse anche le attività di monitoraggio, reporting e valutazione del PNACC, finalizzate altresì a garantire il rispetto degli obblighi derivanti da impegni internazionali e dall’appartenenza all’Unione europea e la valutazione della coerenza con le previsioni del PNACC di eventuali proposte presentate dalle regioni, dagli enti locali o da altri enti pubblici.
In relazione alle misure e azioni del PNACC, con riferimento alle azioni di sistema, l’Osservatorio cura le seguenti attività:
Dal 13 febbraio 2026 il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) dovrà essere redatto esclusivamente in formato digitale (XFIR).
Una transizione regolatoria che incide direttamente su organizzazione operativa, flussi documentali e responsabilità lungo l’intera filiera.
Per accompagnare imprese e operatori nella fase preparatoria, Omnisyst Spa, in collaborazione con ASSOAMBIENTE, organizza un webinar tecnico-operativo dedicato.
𝗖𝗢𝗨𝗡𝗧𝗗𝗢𝗪𝗡 𝗫𝗙𝗜𝗥 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟯 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲
📅 Martedì 20 gennaio 2026
🕟 Ore 16:30
Focus del webinar
• Quadro normativo e perimetro dei soggetti coinvolti
• Obblighi e impatti per produttori, trasportatori e intermediari
• Adeguamento organizzativo senza interruzioni operative
• Soluzioni digitali per una transizione efficiente e conforme
Intervengono
Chiara Leboffe, Funzionario ASSOAMBIENTE
Alberto Scotti, Technical & Compliance Manager Omnisyst
Clicca qui per iscriverti!
Si rinnova nel 2026 l'appuntamento per “IMPIANTI APERTI on The Road. Il viaggio per la sostenibilità”, la campagna di sensibilizzazione ASSOAMBIENTE che promuove la conoscenza delle infrastrutture industriali necessarie per una corretta e sostenibile gestione dei rifiuti.
IMPIANTI APERTI ON THE ROAD EDIZIONE 2026
L'edizione 2026 di "Impianti Aperti on the road" prevede un ruolo sempre più attivo dell'Associazione per le visite programmate negli impianti industriali.
Vogliamo dare l’opportunità ad un impianto di aprire le sue porte per consentire la partecipazione di enti locali, comitati territoriali e, in particolare, studenti interessati.
L'obiettivo di queste visite è promuovere una cultura consapevole nella gestione dei rifiuti e condividere conoscenze fondamentali sulle tecnologie utilizzate, i processi di monitoraggio, le autorizzazioni normative e il controllo delle emissioni. In questo contesto, ASSOAMBIENTE metterà a disposizione la propria competenza e l'esperienza per stimolare il dialogo e il confronto costruttivo.
Inoltre, le aziende coinvolte potranno richiedere di unire alla visita all’impianto anche la possibilità di usufruire di un corso formativo su argomenti di interesse specifico. Le tematiche potrebbero includere aspetti relativi alla sicurezza, alle tariffe ARERA, al bilancio di sostenibilità, alle certificazioni, alla gestione del rischio e alle strategie di comunicazione ambientale.
PATROCINI E COMUNICAZIONE
ASSOAMBIENTE, con il suo impegno costante nella diffusione di notizie e informazioni cruciali nel campo del waste management, ha già ottenuto il patrocinio del MASE (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) e di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente).
Sarà garantita alla campagna di comunicazione una copertura estesa delle attività promosse attraverso i media nazionali e locali. Sia online che offline, sarà offerta un'ampia copertura delle Tappe in programma, raggiungendo un pubblico sempre più vasto interessato al settore della gestione dei rifiuti. Sui canali social ufficiali dell’Associazione saranno condivisi con la comunità online aggiornamenti, notizie e informazioni cruciali.
IMPIANTI APERTI - EDIZIONI PRECEDENTI
Edizione 2019: 9 impianti partecipanti in presenza.
Edizione 2020: Guarda la Playlist
Edizione 2021: Guarda la Playlist
Edizione 2022: Guarda la Playlist
Edizione 2023: Guarda la Playlist
Edizione 2024: Guarda la Playlist
Edizione 2025: Guarda la Playlist
IPOTESI DI REALIZZAZIONE
Obiettivo: promuovere la cultura della gestione dei rifiuti e condividere conoscenze su tecnologie, monitoraggi, autorizzazioni e controllo delle emissioni. ASSOAMBIENTE mette a disposizione il suo know-how per animare il confronto supportando le Aziende coinvolte nella realizzazione di:
a) Visita dell'impianto con la partecipazione di enti locali, comitati territoriali e/o studenti.
b) Seminario su tematiche di interesse per l’azienda aderente e/o territorio
c) Corso formativo su tematiche di interesse dell'Azienda coinvolta quali ad esempio: sicurezza, tariffe ARERA, bilancio di sostenibilità, certificazioni, risk management, comunicazione.
LOGO PROGETTO
Le Aziende che desiderano aprire gli impianti per la Giornata mondiale dell'Ambiente prevista per il 5 giugno 2026, potranno comunque richiedere all'Associazione il logo dell'iniziativa e partecipare alle attività di comunicazione dell'evento (inviare mail a: t.colin@fise.org).
MANIFESTAZIONE INTERESSE
Le aziende interessate ad aderire all'iniziativa possono inviare una mail a Teresa Colin (t.colin@fise.org) entro il 30 gennaio 2026 per concordare la data della Tappa da realizzare. Scaricabile in allegato il Modulo di Manifestazione di interesse.
REFERENTI PROGETTO:
Elisabetta Perrotta Direttore Assoambiente - e.perrotta@fise.org
Teresa Colin Comunicazione ed eventi - t.colin@fise.org
Marco Catino Ufficio Stampa - redazione@fise.org
Sabrina Poggi Social Media Manager - s.poggi@sabrinapoggi.
È stata pubblicata sul sito del MASE la convenzione triennale MASE-ISPRA inerente alle attività di supporto alle funzioni di vigilanza e controllo in materia di gestione dei rifiuti, ai sensi dell’articolo 206-bis del D.lgs. n. 152/2006, sottoscritta digitalmente dalla DG economia circolare e bonifiche del MASE e da ISPRA.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/022/SAEC-DOP/PE del 14.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
È stata pubblicata sul sito del MASE la convenzione triennale MASE-ISPRA inerente alle attività di supporto alle funzioni di vigilanza e controllo in materia di gestione dei rifiuti, ai sensi dell’articolo 206-bis del D.lgs. n. 152/2006 (TUA), sottoscritta digitalmente dalla DG economia circolare e bonifiche del MASE e da ISPRA.
Le Parti si impegnano a porre in essere, ognuna in relazione alla propria specifica competenza istituzionale, ogni azione e/o iniziativa finalizzata ad assicurare lo svolgimento delle funzioni di vigilanza e controllo in materia di gestione dei rifiuti con particolare riferimento alla prevenzione della produzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti ed all'efficacia, all'efficienza ed all'economicità della gestione dei rifiuti, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, nonché alla tutela della salute pubblica e dell'ambiente.
Si ricorda che l’articolo 206-bis del TUA affida al MASE i seguenti compiti relativi alla vigilanza e controllo in materia di gestione dei rifiuti:
Per l'espletamento delle funzioni di vigilanza e controllo in materia di rifiuti, il MASE si avvale dell'ISPRA.
Per ulteriori informazioni si rimanda alla documentazione riportata ai seguenti link: